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9 maggio 2012

BELLA TUTTA!



Anche quest’anno è arrivato l’agognato momento del Rimini Wellness. Non manco all’appuntamento da diversi anni e puntualmente mi ritrovo, nei giorni immediatamente precedenti, a confrontarmi con gli sguardi di amici e conoscenti - per non parlare dei famigliari – che mi guardano con l’aria di compassione che si riserva a chi non c'è tutto con la testa. E' probabile che agli osservatori esterni sembriamo veramente matti,  ma l’unione fa la forza e quando il primo giorno si varca la soglia della fiera la pazzia diventa la normalità.


Si parla di “culto del corpo” non a caso: l’esaltazione comune che ogni anno sperimento partecipando all'evento riminese ricorda molto da vicino il fanatismo religioso.  
Fanatici si, ma non del tutto sprovveduti....
Siamo nati in una società che aveva messo al primo posto l'individuo e i suoi consumi. Dai suoi membri ci si aspettava che collezionassero sensazioni e che, avidi di sperimentare esperienze piacevoli diverse,  fossero sempre aperti alle attrazioni e seduzioni del mercato. Nella società dei consumi un corpo in forma era fondamentale per dimostrare di rispettarne le regole, mentre i fuori forma - o bodily unfit – erano considerati alla stregua di “consumatori difettosi”. La mancata conformità del loro aspetto fisico al modello stabilito valeva come lampante testimonianza che “non s'impegnavano abbastanza”.

Ma questa teoria si reggeva sulla produzione e sul consumo di beni voluttuari. La recessione, e la conseguente minore disponibilità finanziaria, hanno spostato l'ago della bilancia verso i bisogni primari. Non solo abbiamo cominciato a selezionare le cose realmente utili, ma abbiamo iniziato a interrogarci seriamente su cosa fosse veramente indispensabile per una vita felice.

Non esiste risposta più facile: stare bene con se stessi. Gli organizzatori della manifestazione ne hanno adattato il nome già da qualche anno: non più fiera del fitness, bensì del wellness. Sempre “culto del corpo”, ma non per sfiancarlo con estenuanti lezioni di aerobica, step e spinning, ma per coccolarlo con lo yoga, il pilates, la bioginnastica, le discipline olistiche.....  

Se fossi stata a Londra lo scorso 6 maggio avrei senza dubbio partecipato anche al “No Diet Day”, annuale raduno organizzato ad a Hide Park da Mary Evans Young.  La signora Young ha dichiarato guerra all'industria delle diete nel lontano 1992 e da allora si batte per la divulgazione dei rischi legati ai disordini alimentari causati da regimi squilibrati. La data è stata scelta prossima alla famosa prova bikini, incubo di tutte le donne, per rivendicare il diritto ad amare il proprio corpo anche se non corrisponde agli imperativi imposti dal mito della magrezza. 

Il motto di Ms. Young  è stato adottato dalla scrittrice-attrice di teatro Elena Guerrini, che ne ha fatto un libro, oltre che un monologo teatrale: Bella tutta! I miei grassi giorni felici.

L'autrice parla per esperienza personale dichiarando di aver provato ben 68 diete diverse ed aver letto 70 manuali, fino a quando ha deciso che quello che contava veramente era il benessere psico-fisico, del tutto indipendente dai chili che portava addosso. 

Una fitness addicted come me non arriverà mai a condividere un pensiero così estremo. Il massimo del benessere io lo raggiungo dopo un'ora di spinning, non importa quanto sudore e quanta fatica mi sia costato, ma devo ammettere che, se il mio obiettivo fosse stato solo perdere peso, l'ho raggiunto più facilmente con un solo anno di yoga, piuttosto che con dieci di spinning. 

Si, lo yoga fa dimagrire. Ma questo ve lo racconterò la prossima volta.....

A cura di Claudia Peduzzi


Bella tutta di Elena Guerrini, Garzanti, 230 pagg, 15.20 euro, anche in formato e-book a 4.99 euro

2 commenti:

Giulia Sicurella ha detto...

Post interessante, dico sul serio.
Io faccio sport da quando ero piccola, ne ho cambiati diversi per poi trovare l'amore della mia vita: il karate.
Lo faccio a livello amatoriale, non agonistico, ma mi alleno tre volte a settimana. In palestra da noi scherziamo sul fatto che non siamo del tutto apposto con la testa, perchè noi ci divertiamo "a farci male".
Da poco ho cominciato pure un corso di Pilates.

Non sono una persona costante, ma fare attivitàà fisica mi piace. Prediligo appunto il mio amato karate piuttosto che sfiancarmi in sala pesi, che lo trovo più noioso, ma penso che ognuno poi abbia le sue preferenze e le sue necessità.

Sono d'accordo su ogni cosa che hai detto riguardo alla crisi, al tornare verso i bisogni primari.. secondo me però c'è pure un altro punto:
viviamo in una società sempre più frenetica e caotica, e "cresciamo" (penso soprattutto agli adolescenti) con esempi per nulla sani di come ci si prende cura del proprio corpo. La cura del proprio corpo è bella finchè è vissuta in maniera sana, senza morbosità, ansie, malattie.
Purtroppo, io penso, questa società ci porta molto a ricercare gli estremi, le ossessioni, le dipendeze..

Per questo io sono felice che Rimini Wellness si stia concentrando su quello che è il benessere del corpo inteso come un equilibrio psico-fisico da ricercare.
Il karate è un'arte giapponese, e per tanto mi è stato insegnato che questo equilibrio è fondamentale (e non solo nel karate, ma anche nella vita), e sono contenta di vedere che anche in occidente cominciamo a ricercare questo tipo di equilibrio.


Grazie Claudia ^_^

P.s.: sono molto curiosa riguardo alla tua esperienza con lo yoga... Spero che presto farai un articolo a riguardo, con qualche immancabile titolo di libri a tema ovviamente! :D

claudia peduzzi ha detto...

Grazie Giulia. sono tornata dal Rimini wellness sempre più convinta che lo yoga sia una forma di fitness interessante. Il power yoga, che è la disciplina che pratico personalmente, deriva dall'addestramento dell'esercito dell'imperatore indiano. Si suda, ma s'impara a conoscere e a rispettare i propri limiti. Il che non esclude la possibilità con il tempo e la pratica costante di superarli. Un buon approccio è iniziare praticando i cinque tibetani, come ho suggerito nel mio articolo post Rimini.

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