Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

17 maggio 2012

BALIVA, LA PICCOLA STRANIERA



In ogni campo, musica, cinema, letteratura, sono sempre stata fondamentalmente esterofila. Mi sono quindi gettata anima e corpo in the net, considerandola la mia occasione per entrare in contatto con quel mondo che ritenevo tanto affascinante. Paradossalmente ho trovato l'Italia o meglio quella parte che, senza il supporto del mondo globale, probabilmente non sarebbe mai riuscita ad emergere. 


Ho conosciuto molti autori emergenti, sia grazie agli e-book, che consentono praticamente a chiunque di auto promuoversi, sia tramite il social network Facebook, che  costituisce una piattaforma di lancio tramite mini concorsi e altre iniziative. Proprio una di queste iniziative mi ha fatto incontrare la scrittrice Marisa Provenzano, non proprio esordiente visto che questo è già il suo secondo romanzo pubblicato. 

Provenzano prima che scrittrice è poetessa ed il suo romanzo comincia proprio con una poesia: Da una terra lontana. In questi versi del prologo è racchiuso tutto il senso del romanzo, che ne è semplice perifrasi. In essi Baliva è poeticamente descritta così:

Sola per via e senza identità
vagavi tra la gente indifferente
ignota a chi ignorava la tua via
con occhi senza sguardo e senza domande.

Fortunatamente tra la gente esistono ancora le persone e gli occhi di Baliva incrociano quelli di Mario Monti.

Scrittore affermato in crisi d'ispirazione, con alle spalle un trauma non del tutto superato, Monti si è trasferito da circa un anno dalla città di origine Catanzaro a Badolato, un paesino della costa calabra, alla ricerca della propria vena creativa. Memore delle difficoltà incontrate personalmente per inserirsi nella piccola comunità, oltre che stimolato dalla fantasia di scrittore, prova ad immaginare il passato di quella bambina nera apparsa improvvisamente sui gradini della chiesa. 

Seppur molto combattuto è il primo ad avere il coraggio di abbattere il muro di diffidenza, che ogni gruppo da sempre erige per salvaguardare la propria incolumità e a tendere una mano a quella bimba, che nel frattempo ha  mentalmente battezzo Baliva. 

Inizialmente il paese è tutto contro di lui, persino il prete è preoccupato delle conseguenze di quella mano tesa, mentre le comari predicono malattie e sventure. Ma lo scrittore non si lascia influenzare e, passata la diffidenza iniziale, anche il resto della comunità finirà per accettare, e infine amare, la piccola “straniera”. Il resto del romanzo è una fin troppo veloce sequenza d'immagini, che riassumono le tappe salienti della crescita di Baliva sotto l'ala protettiva dello “zio Mario”: i successi scolastici, il patto fatto con il suo doloroso passato, i progetti per il futuro ed infine la realizzazione professionale e sentimentale. 

Romanzo di formazione nelle intenzioni dell'autrice, una lettrice non più adolescente come me ha trovato un bellissimo inno all'amore. Oggi si tende a confondere l'amore con il desiderio e l'attrazione fisica, ma esso, nella sua accezione più pura, è l'istinto a camminare al fianco di un'altra persona pronti a intervenire per sostenerla in caso di bisogno, lasciandola contemporaneamente libera di compiere autonomamente le proprie scelte, senza mai pensare di aver diritto ad ottenere qualche cosa in cambio. Anche se Mario non è il padre di Baliva “non sono i legami di sangue che tessono trame d'amore tra gli esseri umani” ed egli si dimostra un genitore migliore di molti altri. 
A cura di Claudia Peduzzi

Baliva di Marisa Provenzano, Arduino Sacco Editore, 100 pagg, 10.90euro

Voto 7,5

0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!