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23 aprile 2012

Sono un serial killer?



Sulla nostra panchina ci siamo occupati, più o meno direttamente, già altre volte di criminologia: l'ho fatto io in diverse occasioni (qui, qui, qui...), l'ha fatto Claudio e l'ha fatto Davide, ad esempio. Ma cos'è la criminologia e perché ci interessa?


Definire cosa sia la criminologia è di per sé un'attività che richiede un discreto sforzo. Essa infatti è lo studio dei crimini, di cui però non esiste una classificazione univoca: nonostante vari sforzi condotti per ottenere una nomenclatura universale dei reati, i cosiddetti “crimini naturali”, essi restano strettamente legati all'ambiente culturale in cui hanno luogo.

Io in generale definirei la criminologia come la sovrastruttura che unisce, coordina ed ispira la scienze forensi, abbracciando lo studio dei crimini, dei criminali, delle vittime, delle scene del crimine, delle indagini e della prevenzione.

Il padre della criminologia è Cesare Beccaria che sulla spinta delle correnti illuministe ha dato il via all'applicazione del metodo scientifico alla questione criminale. A raccogliere la sua eredità fu Cesare Lombroso, controverso padre dell'antropologia criminale. Con la nascita della psicologia, questa ha assunto un ruolo predominante nello studio del crimine, insieme con la sociologia, finché non si è giunti alla moderna criminologia che raccoglie branche diversissime della scienza (dalle già citate antropologia, sociologia e psicologia, alle più tecniche biologia, fisica ed informatica).

La criminologia solitamente è scomodata solo per crimini di una certa entità e per questo si trova spesso coinvolta in casi che mettono in luce gli aspetti più aberranti dell'animo umano. Eppure molte persone sono affascinate da questa materia.

Da una parte molti criminologi dilettanti in realtà sono solo dei voyeur del crimine, tanto abituati alle fiction noir e thriller da non distinguere bene un telegiornale da un episodio di Dexter, ma anche accettando che sia così, resta da stabilire il perché di questa passione per il crimine.

Dal canto mio, credo innanzitutto che ci siano persone sinceramente interessate alla scienza, più che al crimine: non so se sono un'eccezione, ma io spesso mi interesso ad un caso solo dopo che è stato risolto e mi piace studiare le tecniche di indagine utilizzate, valutarne l'efficacia e scoprirne il possibile uso, piuttosto che tirare ad indovinare su chi sia il colpevole quando il caso è ancora irrisolto.

Cerco di convincermi che il mio sia interesse per il rompicapo, per la sfida intellettuale, ma resta il fatto che un'indagine non è mai un puro esercizio di logica, checché ne pensi Conan Doyle, e ci sono di mezzo delle vittime in carne ed ossa. Quando leggi un romanzo giallo, puoi sempre dire a te stesso che è solo finzione, ma quando leggi un caso di cronaca non è così.

Forse il tutto è dovuto al fascino, che da sempre subiscono le persone, del Lato Oscuro, perché, ammettiamolo, Iago è un personaggio sicuramente più affascinante di Otello. E, se da un lato molti criminali si appassionano alle indagini di polizia ed alla criminologia (soprattutto alcune tipologie di criminali seriali), dall'altro è anche vero che persone che non farebbero male ad una mosca vogliono capire come sia possibile che certi efferati delitti siano commessi e allora lo studio della criminologia è l'unico mezzo che ci consente di passare oltre la linea di confine senza correre il rischio di non poter più tornare indietro.

Perché, in fin dei conti, chiunque può diventare un serial killer!


A cura di Diego Rosato


Questo è il primo di uno speciale, dedicato alla criminologia, che sarà online per tutta la settimana e sarà a cura di Diego Rosato.

1 commenti:

mammasuperabile ha detto...

anch'io adoro dexter e sotto sotto mi seno un po' serial killer
alle volte faccio fatica a trattenere la mannaia!
mi piacciono le indagini scientifiche ma aborro i telefilm sulle indagini stile signora in giallo e poirot

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