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30 aprile 2012

I BACI E GLI ABBRACCI DI UN PADRE



Di padri vicini e lontani, di quelli che il viaggio lo fanno sempre al tuo fianco o di quelli che ti lasciano solo ad affrontare il tuo destino è piena la letteratura mondiale. Eppure è sempre lui il grande assente della famiglia contemporanea che spesso si perde i momenti di crescita dei suoi figli e non riesca a destreggiarsi tra lavoro e carriera.


Ai padri di oggi e di ieri sono dedicati due dei libri più venduti ed apprezzati dell’ultimo periodo.


Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, Marcos Y Marcos, 319 pagg, 17.00 euro

Antonello Fusco scopre che suo figlio, di appena 30 mesi, è autistico. La diagnosi non lascia alcuna speranza e allora lui decide di prendere la macchina e senza meta si butta sulla prima autostrada. Corre come un matto, picchia il cruscotto e piange, tanto, talmente tanto che le lacrime diventano la ferma convinzione che la vita del suo  Andrea deve e può essere qualcosa di più. La storia di Andre e di suo padre arriva nella mani di Ervas che ne fa un piccolo capolavoro.

L’autismo è una malattia ancora sconosciuta, che si manifesta in tantissime forme ma che tuttavia ha un unico effetto: isolare la persona colpita dal resto del mondo. Proprio per sconfiggere la paura del mondo Ervas e il suo Andrea se ne vanno in America e sarà per un volta il figlio ad insegnare qualcosa al padre. Dopo le Zigulì, torna la storia di un padre e di un figlio con disabilità ma a differenza del libro di Verga, il libro di Ervas è pieno di speranza e cerca di raccontare una convivenza, spesso anche difficile, in modo nuovo e anche divertente.


Il rumore dei baci di Luciano Ligabue, Einaudi, 162 pagg, 15.00 euro

Luciano Ligabue torna in libreria dopo La neve se ne frega (Feltrinelli, 234 pagg, 8.00 euro). Appeso al chiodo il panama da regista, almeno per il momento, si ripropone come scrittore con il suo Il rumore dei baci a vuoto. Una raccolta di racconti ed uno in particolare, Pioggia di stelle, i cui protagonisti sono una coppia di coniugi, anziani, ancora innamorati e del figlio che in quella famiglia si è sempre sentito un estraneo.

Una storia autobiografica che racconta del rapporto con suo padre, Giovanni Ligabue, morto qualche anno fa poco dopo il loro riavvicinamento. Un rapporto che negli anni non si era mi evoluto soprattutto per l'incapacità del l padre di comprendere un figlio tanto diverso. Al di là della rigida griglia in cui viene composta una canzone, Ligabue trova lo spazio per raccontare sé stesso e la vita dei personaggi dei suoi racconti. E per uno che aveva come vicino di casa Vittorio Tondelli (Altri libertini, Feltrinelli, 200 pagg, 8.00 euro)  non dev'essere stato poi tanto difficile. 

A cura di Clara Raimondi