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18 aprile 2012

Hai già iniziato a vivere, amico? O sei solo l'ennesimo sonnambulo?



Sonnambuli, persone ipnotizzate, private della volontà, ma, più che altro, della fiducia nel futuro, che si aggirano senza un domani, camminano verso la catastrofe senza poterla fermare, vagano per la loro strada, senza prendere una posizione. Tutti tranne uno, un poliziotto, uno di quelli bravi, che si illude di poter fare qualcosa per fermare l'escalation di follia e violenze che si va diffondendo nella sua Berlino, bella e decadente.


Nel 1932 Willi Kraus, un Inspektor-Detektive della Kripo (Kriminal Polizei), famoso per aver catturato un pericoloso serial-killer di bambini, porta avanti il suo lavoro aiutato dal fidato subalterno Gunther, che vede nel suo capo il suo maestro. Nonostante le difficoltà che incontra per le sue origini ebraiche in una città in cui il nazismo sta prendendo piede, la sua bravura e qualche conoscenza in alto loco lo aiutano a destreggiarsi in un ambiente sempre più corrotto e pericoloso, finché non è rinvenuto il cadavere di una donna su cui sono stati inequivocabilmente compiuti degli esperimenti medici. Indagando l'ispettore Kraus scoprirà che quel cadavere è solo la punta di un terrificante iceberg e si troverà a lottare, con pochi fidatissimi amici, contro il fanatismo e la determinazione dei vertici del nascente Terzo Reich.

Immaginate che il partito Nazista abbia cominciato i suoi esperimenti su cavie umane già prima del 1932 e che un poliziotto ebreo indaghi sul caso. Immaginate che quell'uomo scopra un campo di concentramento a pochi chilometri da Berlino, nascosto nella foresta e che voglia fare di tutto per evitare che quei pericolosi fanatici prendano il potere. Immaginate un popolo, stanco di crisi economiche aggravate dai postumi della guerra, che come un branco di sonnambuli si spinge verso il baratro. Questo è il primo romanzo di Paul Grossman. Un'opera decisamente ben costruita, con un giusto intreccio di storia e noir.

Ottima la ricostruzione della Berlino dei primi anni Trenta, come la caratterizzazione dei personaggi, con alcuni cammei di personalità come Albert Einstein, Marlene Dietrich, Thomas Mann, Robert Oppenheimer ed altri. In generale i personaggi che ruotano intorno a Willi Kraus sono tutto fuorché banali e scontati. Buona in generale la ricostruzione storica, con alcune eccezioni, volute dall'autore per esigenze di trama e comunque opportunamente documentate nelle note finali all'opera. Buona anche la trama, forse un po' prevedibile negli sviluppi, soprattutto per chi conosce meglio la storia (ma per un appassionato di romanzi storici questo è un punto di forza dell'opera).

Alcuni dettagli, più che altro nella caratterizzazione del protagonista e nello sviluppo della storia, ricordano Fatherland, ma rispetto a Robert Harris, Paul Grossman dimostra di saper descrivere meglio la città, il contesto, i personaggi (per quanto un ebreo che invoca Cristo...): il paragone tra il sonnambulismo e l'impotenza dei personaggi è quantomai pregnante ed indovinato.

L'ultima nota positiva riguarda l'edizione in copertina rigida, molto robusta, per quanto la grammatura della carta non sia eccelsa, e decisamente ben curata, soprattutto se si considera il prezzo contenuto.

Un romanzo ben scritto, che sa far vivere al lettore una storia agghiacciante fino a fargli chiedere se anche lui non sia altro che un sonnambulo. Personalmente, leggerò con grande piacere le altre avventure (due delle quali già edite negli U.S.A.) dell'Inspektor Willi Kraus.

A cura di Diego Rosato


I sonnambuli di Paul Grossman, TimeCrime, 380 pagg, 7,70 euro

Voto 9/10


Il libro ci è stato inviato dall'ufficio stampa Fanucci

1 commenti:

Eleonora ha detto...

Lo metterò subito nella lista desideri!

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