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28 marzo 2012

Gialli di un certo peso



Sul finire degli anni 60, la rete televisiva statale presentava l’ennesima serie di quelle che una volta venivano chiamate sceneggiati ed ora (ahimè) vengono chiamati fiction, e per le quali venivano reclutati Attori (si con la A maiuscola) che venivano dal teatro o dal cinema.


Lo sceneggiato in questione era dedicato ad uno dei detective più noti e singolari della storia della letteratura, Nero Wolfe.

La Rai sta per riproporlo (dal 5 aprile su  Rai Uno) con protagonista Francesco Pannofino nel ruolo che fu di Tino Buazzelli - Nero Wolfe e con Pietro Sermonti in quello di Paolo Ferrari - Archie Goodwin.

Nero Wolfe nasce dalla penna di Rex Stout e debuttò nel 1934 con il romanzo “La traccia del serpente” (Fer de Lance in originale), ed è seguito da altri 42 volumi tra romanzi e racconti brevi.

La traccia sulla quale Stout si basa per scrivere questa serie di romanzi, sembra essere Sherlock Holmes, si tratta infatti di gialli deduttivi in questo caso raccontati da Archie Goodwin leale assistente dell’investigatore che lo ha ribattezzato “mio signore e donno”. 


I romanzi sono ambientati a New York prevalentemente nella casa in arenaria di proprietà del detective in un susseguirsi di ragionamenti e analisi del caso e giallo all’americana o hard boiled fatto di azione interrogatori e ricerca degli indizi e coprono un arco temporale che va dagli anni '30 agli anni '70.

Nero Wolfe risolve i casi con i suoi brillanti ragionamenti mentre i suo assistente Archie Goodwin è il braccio destro (o per meglio dire le sue gambe ed i suoi occhi) è lui, infatti,  che si reca sempre di persona sui luoghi del crimine a raccogliere indizi, a fare domande per sottoporli poi al suo amico.

Nero Wolfe non lascia mai la sua abitazione salvo per cose che riguardano la sfera dei suoi interessi personali. Inoltre la stazza non gli permette grandi spostamenti, pesa più di 150 chili e si muove solamente per assecondare le sue più grandi passioni: coltivare orchidee e la buona cucina. Tra l’altro a Nero Wolfe neanche interessa fare l’investigatore privato, ma siccome deve mantenere il suo tenore di vita è costretto, suo malgrado, a dedicarsi a questa attività a cui concede solo pochi minuti della giornata.


Il suo amore per la tavola è la conseguenza del fatto che ha patito la fame durante la prima guerra mondiale nel suo paese di origine, il Montenegro (dove nacque il 17 aprile 1893), uno dei pochi luoghi in cui Nero Wolfe si sposterà nelle sue avventure.

Le altre occasioni in cui Nero Wolfe lascia la sua abitazione sono per dirigersi a fiere di botanica o ad eventi gastronomici, salvo poi rimanere invischiato in casi di omicidio (sulla falsariga di Agatha Christie in cui Poirot o Miss Marple si ritrovavano inconsapevolmente sul luogo del delitto).

Wolfe è molto metodico, pigro, puntiglioso e pure indisponente al contrario di Archie Goodwin,  il suo assistente. Tra l’altro mentre quest’ultimo non sia insensibile al fascino, l’investigatore privato è addirittura misogino (altro punto in comune con Sherlock Holmes, sembra....). Nelle sue avventure ci sono anche altri due comprimari, il giardiniere Theodore Horstmann e il cuoco-maggiordomo Fritz Brenner. Tutti insieme vivono nella casa di Nero Wolfe, creando un microcosmo che Rex Stout descrive minuziosamente in ogni romanzo.

Abbiamo detto che Nero Wolfe sembra essere ispirato da Sherlock Holmes, e che oltre all’intuito geniale, la metodicità e l’antipatia verso il sesso femminile, pare che ci sia qualcosa di più dietro...


Infatti si pensa che il mastodontico investigatore privato sia figlio del famoso omologo inglese, e sia il frutto di una fugace relazione tra Holmes ed Irene Adler, l’avventuriera che lo beffò nel racconto “Uno scandalo in Boemia”. Ad avvalorare questa tesi c'è il fatto che la pinguedine sia un tratto distintivo della famiglia Holmes, e Sherlock se ne “salva” per il suo uso di sostanze stupefacenti, il fratello Mycroft infatti viene descritto come massiccio e imponente. 

Queste ovviamente sono illazioni,  sicuramente Rex Stout ha tratto ispirazione dal personaggio creato da Doyle per alcune sfaccettature del suo Nero Wolfe, come ad esempio la narrazione dei fatti da parte di una spalla piuttosto che da un narratore esterno, ma per il resto si tratta di pura invenzione letteraria.

Come per i romanzi di Sherlock Holmes, anche Nero Wolfe ha una serie di romanzi “apocrifi” scritti da Robert Goldsborough, che riprese il personaggio dopo la morte del suo autore avvenuta negli anni 70. La serie di romanzi viene considerata la migliore serie del mistero del secolo ed il suo autore uno dei più importanti del secolo. La Wolfe Pack, la più importante associazione di fan di Nero Wolfe,  per premiare i giovani talenti del mistero ha istituito il Nero Award.

Se ancora non vi foste avvicinati al mondo di Nero Wolfe potreste approfittare della nuova serie per leggere e vedere in contemporanea la trasposizione del primo canale.

A cura di Claudio Turetta

7 commenti:

Reader's Bench ha detto...

Sono rimasta abbastanza terrorizzata dallo spot della nuova fiction .... Sermonti col parrucchino è tutto un programma .. staremo a vedere!

Diego ha detto...

Sermonti era fantastico nella serie "Boris", perché interpretava se stesso.

Claudio ha detto...

Beh io vedrei oltre la parrucca di Sermonti e mi dedicherei alla lettura dei libri, poi mi sembra che su Rai5 fanno le repliche del vecchio sceneggiato con Tino Buazzelli e Paolo Ferrari. Era anche un altro modo di recitare e mi vestiti mi sembrano più sobri.

Reader's Bench ha detto...

Non c'è paragone Claudio ma ammetto che a me la tv piace, non tutta, ma qualcosa si e certe cose non le posso proprio vedere. Viva Boris!

Claudio ha detto...

Boris funziona perchè è una satira su come funziona (purtroppo) nella realtà la televisione.
Al giorno d'oggi a parte pochi prodotti originali mi sembra che alcune fiction siano come alcuni enti pubblici, servono solo per dare soldi a parenti di e raccomandati.
Comunque siamo fuori tema e convengo che occorra parlare del personaggio di Nero Wolfe e di come sia diventato una pietra miliare della letteratura del mistero.

Reader's Bench ha detto...

Ok concentriamoci sui romanzi, chi pubblica attualmente Nero Wolfe, si possono trovare facilmente tutti i suoi libri?

Claudio ha detto...

I libri di Nero Wolfe sono editi da Mondadori nelle loro edizione Oscar. Ma sono anche disponibili in formato elettronico per il vostro eBook Reader :)

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