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20 marzo 2012

Recensione | IL CABALISTA DI PRAGA di Marek Halter



Non avevo mai associato la cabala all'ebraismo. La consideravo una pratica poco attendibile legata all'interpretazione dei sogni e alla numerologia al fine di predire il futuro. Grazie a questo libro ho scoperto essere un'antichissima corrente mistica codificata in un testo sacro chiamato Zohar. 


L'autore è uno scrittore ebreo francese da sempre impegnato nella lotta per il riconoscimento del popolo ebraico e con questo libro ha voluto riproporre la leggenda del Golem, legata alla città di Praga e al rabbino MaHaRal ivi vissuto nel XVI secolo sotto il regno dell'imperatore Rodolfo II. La ricostruzione storica del periodo è molto accurata, impresa non facile visto che si tratta di uno tra i secoli più interessanti e ricchi di personalità ed eventi, che influenzeranno in modo determinante il futuro. Tra i personaggi che la voce narrante David Gans, discepolo del MaHaRal, incontra vi sono Galileo Galilei, Tycho Brahe e Keplero.

Il libro può, anzi deve, essere letto a diversi livelli. Citando direttamente lo Zohar : al primo livello il sogno, al secondo la visione, al terzo la profezia. Tutto ha inizio proprio con un sogno, una promessa di matrimonio tra due bambini che devono ancora nascere. 

Ma l'uomo non può sostituirsi a Dio e le cose non andranno esattamente come i due padri avevano previsto. La visione è il racconto del mito. Il XVI secolo è un secolo di lotte di religione: Lutero da una parte la Chiesa di Roma dall'altra. Gli ebrei come al solito sono additati come la causa di tutti i mali e basta una scintilla a far scattare rappresaglie di entrambe le parti contro il popolo ebraico. 

Assediati nel ghetto dai “gentili”, gli ebrei di Praga, secondo la leggenda, supplicarono il potente rabbino MaHaRal di evocare un Golem in loro aiuto. Questa antica figura mitologica è un gigante d'argilla, a completo servizio del suo creatore, che può essere risvegliata pronunciando delle formule magiche. Egli può svolgere qualsiasi compito gli venga richiesto, ma non possiede ne cuore ne anima ed è quindi privo di qualsiasi emozione. In pratica l'antenato dei robot. Pur consapevole dei risvolti negativi della scelta il rabbino si lascia convincere e il suo Golem salva la città dall'assalto dei gentili.

Arriviamo quindi alla profezia. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Il Golem diventa una presenza ingombrante, fonte di curiosità, ma anche di pericolo per la sua mole. Per trovargli una “collocazione” nella società viene trasformato in uno schiavo e impiegato per vari lavori di fatica oltre che per la realizzazione di un progetto ambizioso quanto imponente: la costruzione di un ponte sulla Moldava. 

La sua figura goffa e rozza diventa presto oggetto di scherno da parte dei ragazzini, che si divertono a tormentarlo lanciandogli pietre ed insulti. L'unica a prendersi cura di lui è la mancata promessa sposa, Eva nipote del MaHaRal, che invano cerca di convincere i suoi concittadini che il Golem non è insensibile come credono. Le sue parole restano inascoltate fino al giorno in cui il “mostro” impazzisce e fa strage di ragazzini, decretando così la sua fine. La leggenda narra che il fango di cui era composto sia ancora conservato nel sottotetto della sinagoga Starnova.

La forza di questa leggenda è dimostrata dal fatto che nemmeno i nazisti osarono distruggere nulla a Praga: né il cimitero, né la statua del MaHaRal, né le sinagoghe e torturarono a morte l'ultimo rabbino dellaStarnova nella speranza che rivelasse la “formula magica” per riportare in vita il Golem. Il ghetto di Praga venne trasformato in “museo della razza degenarata” e vi raccolsero tutti gli oggetti sacri o legati alla cultura ebraica che riuscirono a rubare in Europa. Triste consolazione: oggi è possibile ammirare una splendida collezione di opere d'arte.

Nell'epilogo l'autore, per mezzo del suo alias David Gans, svela il suo ruolo di “memoria che racconta”. Sul letto di morte attribuisce al MaHaRal queste parole : “Golem! Golem! Golem! Colui che fu accolto male... Non maltrattare lo straniero e non l'opprimere, perchè anche voi foste stranieri nel paese d'Egitto”. Parole quanto mai attuali.

A cura di Claudia Peduzzi

Il cabalista di Praga di Merek Halter, Newton Compton, 314 pagg, 9.90 euro

Voto 8/10






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