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12 marzo 2012

Radical chic alla romana



Per gli appassionati di natura umana, vi presentiamo una tipologia di lettore e fruitore della cultura davvero particolare: il radical chic romano.


Il radical chic romano presenzia quasi tutti eventi culturali della capitale, presentandosi sempre con largo anticipo per avere dell’evento una visuale completa anche se ha sempre l’aria di essere capitato lì per sbaglio; come se quella fosse l’ultima cosa che aveva in mente di fare quel giorno.

Il maschio radical chic si sposta sempre con da due esemplari di sesso femminile: con una ha una relazione, anche sessuale, non meglio identificata (guai a parlare di fidanzamenti, matrimoni e persino la parola convivenza porebbe creare qualche problema) con l’altra un rapporto anche qui non ben specificato ma che tuttavia non impedisce a quest’ultima di presenziare agli eventi sempre in compagnia della coppia sopracitata. 

Il maschio radical chic romano indossa sempre una t-shirt che copre nel periodo invernale con una maglione di lana almeno di due taglie più grandi. Pantaloni larghi e scarpe da ginnastica consunte che aggiungono fascino e mistero alla sua figura già di per sé dalla forte carica erotica a causa del suo ciondolare, sempre con la mani in tasca, con quell'aria sperduta.

La donna radical chic si è imposta di non usare più il pettine, e per far questo ha deciso di portare i capelli corti e di indossare calzature improbabili e dai colori sgarcianti. Grosse borse, anche qui dalle fogge e dai colori accesi, l’accompagnano sempre insieme a quell’odore di sigaretta ed incenso necessario per richiamre a sé il maschio radical chic. Non ci è dato sapere se essa conosca l'uso del correttore, ma anche qui state ben attenti a non farne parola.

Questo tipo di fruitore di eventi conosce giù tutto sull’autore e sulla presentazione che sta per iniziare. Potrebbe benissimo non essere lì ma non può mancare ed evitare di confermare tutte le ricerche che ha fatto fino a dieci minuti prima di arrivare.

Non ha bisogno del traduttore anche davanti ad un intervento in lingua straniera, la sua conoscenza è tale da fargli superare qualsiasi tipo di ostacolo. Peccato che poi a metà presentazione si renda conto di avere bisogno di un aiuto, ma non indossa mai entrambe le cuffiette, se ne concede solo una, giusto per controllare l’esattezza della traduzione.

Il radical chic, proprio in virtù della sua preparazione, non accetta che gli interlocutori incalzino o indugino sugli stessi argomenti e si sente quindi in diritto anche di fischiare e manifestare il suo disappunto.

La fine dell'incontro è vicina, il dissenso per quanto è stato finore raccontato è tale che ormai può solo sprofondare ancora di più nella poltrona e commentare con i suoi simili la debacle della presentazione.

Le luci in sala si riaccendono, così come l’attenzione del radical chic che può finalmente dare libero sfogo a tutte le sue, imperdibili, riflessioni sull’evento almeno fino alla prossima presentazione che comincerà fra qualche minuto.

I veri radical chic sono nati a New York negli anni ’70. Un nome affibbiato ai ricchi intellettuali che amavano ospitare ai loro party pantere nere o hippy psichedelici, senza distinzione di sorta. Un gruppo sociale, che fu criticato, in modo ironico, in una serie di articoli apparsi nel New York Magazine, realizzati da Tom Wolfe e che oggi sono ripubblicata da Lit.


“Radical chic” di Tom Wolfe, LIT, 122 pagg, 7.90 euro

A cura di Clara Raimondi

5 commenti:

la signora delle camelie ha detto...

Ma poverini, magari sotto quei maglioni c'è un animo sensibile...

Reader's Bench ha detto...

Sicuramente! Anche se bisogna scavare sotto metri di tessuto sintetico!

Alessandro ha detto...

Non è assolutamente una giusta descrizione... Ci sono una serie di cose che mancano e una serie di cose che appartengono ad altre tipologie umane.

Alessandro ha detto...

e la foto soprattutto non rispecchia affatto un radical.

Reader's Bench ha detto...

Si vero così come è giusta la tua osservazione sulla foto, era giusto per farsi una risata. Clara, l'autrice del pezzo.

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