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26 marzo 2012

Pino Daniele in continua evoluzione



E’ uscito lo scorso 20 marzo La Grande Madre, l’ultimo album di Pino Daniele, un disco per raccontare gli ultimi due anni della sua vita dopo Boogie,  Boogie Man sempre a metà tra le sue origini partenopee e l’apertura nei confronti del mondo.


Le sue origini e i rapporti difficili con la sua città: Pino Daniele e la sua amata/odiata Napoli con la quale, comunque, non riesce mai a chiudere definitivamente i conti. Dall’album Terra mia del 1977, dalle canzoni in napoletano alle sperimentazioni tra rock, jazz e blues, Pino Daniele è stato sempre un cantautore in continua evoluzione.

Anche quando è stato tacciato di essersi venduto alla musica commerciale è rimasto sempre fedele alla propria linea e con in spalla la sua chitarra e l’aria burbera ha continuato scrivere e a far sognare i suoi fan. Non è di certo un personaggio facile e non cerca mai di nascondere il proprio pensiero, Pino Daniele, che ha collaborato con alcuni dei musicisti più importanti al mondo e aperto i concerti di artisti come Bob Marley ed Eric Clapton.

Che Dio ti benedica (1993) è considerato l’album di rottura nei confronti del passato, l’impegno e la rabbia si sciolgono per un racconto musicale pop segnato da un successo di pubblico e critica mai eguagliato prima.

Il decennio successivo è stato caratterizzato da una serie di duetti con Mina, Battiato e persino J-Ax e soprattutto dalla realizzazione di alcune colonne sonore, in primis per i film dell’amico Massimo Troisi.

Pino Daniele è soprattutto il cantore della mediterraneità. Come Khaled e Youssou N’Dour è riuscito in un’opera mai tentata prima: portare la musica folk al di fuori dei confini nazionali, creando quel giusto mix che parte dalle sonorità partenopee per inglobare la musica del mondo.

Mentre ascoltiamo l’ultimo album, in libreria possiamo trovare:

Nero a metà. Dalle origini a «Grande madre» tutta la poesia di Pino Daniele, di Marcella Russano, Arcana, 191 pagg, 16.50

Esce l’album e Arcana non si fa trovare impreparata e così arriva nelle librerie anche questo libro, omonimo all'album del 1980, a cura di Marcella Russano che tenta di tirare le fila di una carriera trentennale, tra successi, flop discografici, importantissime collaborazione e lei, la musica, l’unica a cui Pino Daniele deve il massimo rispetto.


A cura di Clara Raimondi

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