Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

29 marzo 2012

Fame di Polemiche



Il regista Gary Ross, non ha neanche avuto il tempo di crogiolarsi per il successo del primo weekend, che si è trovato a dover difende dall’ennesima polemica il film “The Hunger Games”, tratto dal libro di Suzanne Collins


Negli USA e in Inghilterra, le associazioni dei genitori non hanno preso bene alcune scene di violenza all’interno della pellicola, a causa della possibilità di emulazione da parte dei giovani. Sopratutto negli Stati Uniti, questo è un tema molto scottante, visto i molteplici precedenti di omicidi commessi per emulazione di film o telefilm.

Ora partiamo da una considerazione molto semplice, ovvero cosa voleva trasmetterci l’autrice con il suo libro?

“The Hunger Games” ci racconta una società futuristica che vive sotto il regime totalitarista della città  stato Panem. I 13 distretti, uniche zone emerse degli USA sopravvissute, sono delle carceri, nei quali gli abitanti devono fare un lavoro prefissato, per produrre beni di consumo per la ricca Panem. Ogni anno per ricordare ai distretti la loro condizione di soggiogati e per intrattenere il popolo della città stato, vengono organizzati gli Hunger Games, un Reality Show nel quale, 12 tributi maschi e 12 tributi femmine presi a coppie dai vari distretti, vengono messi in un arena ad uccidersi fra loro, fino a che non ne sopravviverà solo uno.

Già da questo si può capire come l’intento dell’autrice non sia quello di spingere alla violenza, ma di farci capire come il nostro voyerismo e il sistema televisivo, se non venissero messi a freno, potrebbero spingersi oltre i limiti della decenza, portando l’umanità ad imbestialirsi.

Il libro è quindi un atto di denuncia nei confronti della televisione e della società moderna, permeate  sempre più dalla violenza, e non ha certamente l’intento di essere benzina per essa.

Va anche fatto notare che la polemica non tiene conto del rating dato al film.



La Motion Picture Association of America ha dato al film un rating PG-13 (Parent Guide Under 13), equiparabile al nostro “Vietato ai minori di 14 anni”.

Piccola ma sostanziale differenza, sta nel fatto che la loro non è una “restrizione”, ma un consiglio. Infatti se accompagnati dai genitori, anche dei bambini hanno accesso alla sala.

Quindi forse il problema non è al film, ma è riconducibile a chi porta i figli in età poco adatta a vedere determinate pellicole.

Dalle fonti reperibili in rete, (ancora non ho visto il film purtroppo, causa uscita italiana ritardata al 1° maggio n.d.r.) “The Hunger Games” è una delle trasposizioni cinematografiche più fedeli di sempre. E proprio considerando la fedeltà alla trama del libro mi chiedo: 

Chi ha criticato il film ha considerato ciò che voleva trasmettere, la trama e il contesto della storia? O sono state solo estrapolate ed analizzate singole scene di violenza per alimentare la nostra solita, umana fame di polemiche?

A cura di Davide Restelli

Suggerimenti per la lettura:



Hunger Games di Suzanne Collins, Ed Mondadori, 256 pagg, 14,90 euro



Un fascino osceno. Guerra e violenza nella letteratura e nel cinema a cura di Stefano Rosso, Ed Ombre Corte, 189 pagg, 16,50 euro

2 commenti:

katia860 ha detto...

Io ho letto hunger games qualche annetto fa e non mi sembrava così forte, certo qualcosina lo era ma comunque ci stava. Si sa poi che nei film giocano un ruolo importante le scene d'effetto e gli effettoni speciali. Forse il regista potrebbe aver esagerato un pò... oppure gli USA non dovrebbero far circolare facilmente armi, la legge su questo è molto permisasiva là.

Davide ha detto...

Katia concordo con l'ultima annotazione, che fa ben capire come un problema invece di essere ingigantito, vada anche analizzato in base alla società che lo pone.
Onestamente non credo che gli effetti speciali possano aver trasformato la storia in una specie di "horror sanguinario", credo sia più una polemica costruita ad arte come spesso accade.
Una piccola nota che ho forse dimenticato nell'articolo:
il film della serie di "Saw L'enigmista", quindi un horror di ben diverso peso rispetto ad Hunger Games ha un rating PG-13 ugualmente..... forse qualcosa nei rating non va.....

Posta un commento

Lascia un commento!