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8 marzo 2012

Cristina di Svezia: il coraggio di essere sé stessa



Indipendente, colta e soprattutto una donna libera grazie ai suoi privilegi di nascita a cui tuttavia rinunciò per seguire il proprio destino.


Che Cristina fosse una bambina speciale lo so vide fin da subito. Il suo piglio, la voce autoritaria ne fecero ben presto la candidata ideale al trono e placarono irrimediabilmente le ansie, legate alla successione, del padre Gustavo.

Chissà se le sue idee in merito alla figlia sarebbero cambiate se l’avesse vista abdicare in favore del cugino, trasferirsi a Roma e per giunta diventare cattolica.

La giovane Cristina, non bella e persino dai modi maschili, salì al trono, dopo la morte del padre, a soli 6 anni. Rimase salda su quesl seggio per più di vent’anni; prima sostenuta dalla corte e poi da sola, interpretando il ruolo che aveva imparato fin dall’infanzia.

Ma quando le insistenze su un suo eventuale matrimonio si fecero sempre più pressanti, decise di lasciare tutto e di dedicarsi, dopo una vita di obbligi e doveri regali, a sé stessa.

La motivazione ufficiale che la regina diede fu di non essere ancora pronta al grande passo, in realtà, tutti conoscevano la sua omessualità. Piuttosto però che vivere nella menzogna Cristina, sempre fedele a se stessa, decise di allontanarsi dalla Svezia.


Arrivò a Roma e fu subito ben accolta dallo stesso Papa che a lungo si adoperò per la conversione della giovane al cattolicesimo. Re Gustavo che si era fatto portavoce dei popoli protestanti adesso aveva in sua figlia la traditrice dei valori per cui lui aveva tanto lottato.

A Roma oltre al buon clima trovò l’appoggio della Curia Romana e tutta la libertà di cui aveva bisogno. 

Gli anni romani e la costruzione della sua piccola corte a Palazzo Riario furono a lungo favoleggiati nelle cronache di quegli anni. Caterina di Svezia fu il personaggio più discusso dell’epoca, su di lei aneddoti di ogni tipo, fatti di una vita dissoluta senza alcun freno.

Amante della scienza, tanto da volere a tutti i costi alla sua corte Cartesio che in quelle terre fredde morì, sportiva e soprattutto indipendente; Caterina di Svezia è ancora oggi un simbolo di libertà.

Un’icona che Greta Garbo interpretò in un film del 1933 e che rivive ogni volta che sfogliamo:


“Cristina di Svezia e il suo circolo alchemico” di Anna M. Partini, Edizioni Mediterranee, 180 pagg, 17.50 euro


“Cristina Regina di Svezia. La vita tempestosa di un’europea eccentrica” di Veronica Buckley, Oscar Mondadori, 408 pagg, 13.00 euro

A cura di Clara Raimondi

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