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6 marzo 2012

BERTRAND RUSSELL


Il Novecento è stato un periodo molto fecondo per il pensiero umano, sia per quanto riguarda le scienze che la filosofia. Diversi uomini hanno contribuito ad un campo o all'altro, ma pochi hanno contribuito significativamente ad entrambi e tra questi spicca Bertrand Russell.


Nato da una nobile famiglia gallese, Bertrand Russell perde entrambi i genitori prima dei cinque anni di età ed è affidato ai nonni paterni, che lo sottopongono ad una rigida educazione puritana. Come spesso accade, però, un'educazione troppo oppressiva lo porta ad un rifiuto della religione e del dogmatismo. Il giovane Bertrand diventa agnostico in filosofia ed ateo nella vita quotidiana e si appassiona alla matematica prima ed alla logica ed alla filosofia poi, arrivando a laurearsi nelle suddette materie all'università di Cambridge.

La vita professionale ed affettiva di Russell è sempre stata per diversi motivi, anche se tutti riconducibili alle sue idee liberali e libertine, molto movimentata: assunto da prestigiose università, spesso vede rescindere i contratti bruscamente per i suoi scritti poco ortodossi sulla morale o sulla politica, in particolare sulla guerra. Nel 1918 fu anche arrestato e condannato a sei mesi di carcere per le sue idee pacifiste. 


Parallelamente, la sua vita privata fu costellata di mogli (quattro) ed amanti (numero sconosciuto, ma verosimilmente molto superiore a quattro). Russell infatti non era favorevole alla monogamia e, se anche ritenesse necessario scegliere un singolo partner con cui generare della prole, era comunque favorevole alla libertà sessuale.

Molto attivo politicamente nel movimento liberale e laburista, anche se sistematicamente sconfitto alle elezioni, Bertrand Russell è ricordato come uno dei più attivi pacifisti del Novecento, contrario alle guerre, alle armi nucleari ed alla guerra nel Vietnam, per cui istituì anche un simbolico tribunale di guerra contro gli Stati Uniti.

Sopravvissuto (a nuoto) ad un incidente aereo quando aveva più di settant'anni, Bertrand Russell morì all'età di novantotto anni, poco dopo aver pubblicato la sua autobiografia.


Bertrand Russell è famoso in ambito accademico per i suoi studi sulla filosofia del linguaggio, in particolare sulla teoria della descrizione, sulla logica e sull'epistemologia, ma per il grande pubblico è soprattutto un grande divulgatore scientifico (il suo testo “L'ABC della relatività” è a tutt'oggi uno dei testi migliori sull'argomento) e filosofico (la “storia della filosofia occidentale” di Russell è uno dei libri più chiari sull'argomento). 


Eudaimonista convinto, per Bertrand Russell l'obiettivo dell'etica deve essere la felicità del massimo numero di individui possibile. In politica fu socialista, ma mai comunista e sono celebri le sue idee sulla necessità di un governo mondiale, del controllo delle nascite, dell'ozio creativo. I suoi scritti abbracciano quasi tutti gli aspetti della politica, della sociologia, della pedagogia e della vita quotidiana.

Lo stile di Bertrand Russell è solitamente forbito ed elegante, alto, ma non ampolloso, ricco, ma non complesso. Caratteristici della sua opera divulgativa sono un leggero umorismo tipicamente anglosassone ed alcuni celeberrimi paragoni, come quello della teiera spaziale per spiegare il suo ateismo o quello del barbiere per spiegare i teoremi di incompletezza di Godel e del tacchino induttivista per confutare l'inferenza induttiva per enumerazione.

Un autore controverso, le cui idee si possono condividere o meno, ma cui non si può non riconoscere il pregio di cercare sempre di arrivare col ragionamento ed il pensiero costruttivo ad una soluzione logica delle sue idee, come anche quello di tornare sui suoi passi quando tale ragionamento si dimostra sbagliato.

Concludo questo articolo con una delle sue frasi più belle, anzi, con una delle frasi più belle della storia del pensiero occidentale:

La vita retta è quella ispirata dall'amore e guidata dalla conoscenza

A cura di Diego Rosato

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