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28 febbraio 2012

Vivere a metà tra due culture



Che cosa resta, dopo più di dieci anni dall’11 settembre? Una generazione di ragazzi che, cresciuti negli Stati Uniti, hanno conosciuto l’isolamento, l’intolleranza a causa delle loro origini e della religione dei loro padri.


Su alcuni di loro questi fatti hanno scatenato un effetto incontrollabile e si sono chiusi ancora di più verso l'esterno.

Ad altri, come Ayad Aktar, è andata sicuramente meglio anche se non ha potuto evitare di confrontarsi con se stesso ed attraversare momenti difficili che a lungo l'hanno fatto sentire incompleto.

Attore, regista ed oggi anche autore de “La donna che mi insegnò il respiro” è già balzato al vertice delle classifiche e rappresenta una delle novità editoriali più interessanti.

La storia, anche se sarebbe meglio identificarla come la sua biografia, è quella del giovane Hayat, cresciuto i America che si trova costantemente a metà tar due culture.

Conoscerà il fanatismo religioso, come lo stesso Ayad, ma alla fine riuscià a trovare un compromesso che però non gli impedirà di mantenere vive le sue tradizioni.

Un romanzo di formazione, una biografia, per capire come le cose sono cambiate e che cosa significa oggi essere musulmano in America; la terra che una volta incarnava il sogno della massima libertà.


"La donna che mi insegnò il respiro" di Ayad Akhtar, Mondadori, 325 pagg, 18.00 euro

A cura di Clara Raimondi

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