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22 febbraio 2012

Renato Dulbecco e il suo sogno per i giovani italiani



Un altro ambasciatore del genio italiano nel mondo si è spento la scorsa domenica nella sua casa a La Jolla, in California. Stiamo parlando del famoso Renato Dulbecco, meritevole del premio Nobel nel 1975 per le sue ricerche che hanno cambiato la lotta ai tumori.


Era un cervello in fuga come tanti giovani ricercatori di oggi. La sua carriera di ricercatore ha avuto modo di decollare negli Stati Uniti, dove ha lavorato insieme a molti nomi di spicco della biologia come Salvador Luria (un altro italiano in fuga), Max Delbruck e James Watson. Consapevole di questo problema, salì sul palco del Teatro Ariston a San Remo nel 1999 e decise di devolvere il compenso a favore del “rientro dei cervelli” in Italia.
 
I soldi infatti servirono per la fondazione dell'Istituto Telethon Dulbecco (DTI) grazie al quale vengono assegnati stipendi adeguati e fondi a ricercatori meritevoli. Finora questo progetto ha coinvolto 30 laboratori sparsi in tutta Italia permettendo a oltre 370 persone di lavorare nel proprio paese con dignità e giusta considerazione.

Si potrebbe continuare a parlare molto della sua vita e del suo lavoro. Forse sarebbe meglio lasciare a lui questo compito. Vi consiglio quindi alcuni suoi libri, anche se non molto recenti.

Amicizie e lavoro li troviamo descritti nella sua autobiografia “Scienza, vita e avventura”. Al pari di altri suo colleghi, racconta al pubblico le tappe della sua carriera scientifica e gli amici che ha trovato lungo il cammino.


“Scienza, vita e avventura”, Sperling Paperback, 310 pagg., 8 euro

“La mappa della vita” ci mostra invece il suo contributo al Progetto Genoma Umano, presentandoci le novità che si sono aperte alla scienza dopo la mappatura del codice genetico umano.


“La mappa della vita”, Sperling Paperback, 270 pagg., 8.80 euro



A cura di Eleonora Di Fabio                    

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