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6 febbraio 2012

L'abominevole ebook


Vi ricordate? Ve ne avevamo parlato qualche giorno fa di If book Then, incontro che si è svolto a Milano lo scorso 2 febbraio. Il vertice era organizzato per discutere sul futuro dell’editoria e qualcuno, tanto per cambiare, ne ha approfittato per trasformare le informazioni in una profezia catastrofica.

L’Italia, a breve, sarà  invasa da una massa informe di ebook mostruosi che cancelleranno le librerie e inghiottiranno tutte le case editrici. Verranno messi al bando i libri cartacei e chi ne sarà trovato in possesso, sarà crocefisso in sala mensa. L’esperienza delle lettura, così come la conosciamo, sarà un lontano ricordo.
 
Mettendo da parte l’ironia, al solito non si riescono mai a far passare in modo corretto le informazioni e i risultati di un incontro o di una conferenza. If book then ha sancito la necessità, per le case editrici del nostro paese di adeguarsi al nuovo formato che è, a tutti gli effetti, una realtà ma di certo non ha voluto imporre il modello estero al nostro paese. 
 
L’ebook e le diavolerie ad esso collegate funzionano benissimo nei paesi anglofoni, in Italia rappresentano ancora lo 0.1% de totale. E’ un dato di fatto, punto.
 
Come un dato incontrovertibile è l’esistenza di questo nuovo formato digitale che più che spaventare e far pensare a scenari apocalittici dovrebbe scuotere il Sistema Libro all’italiana.
 
Un nuova strada ed un’opportunità in più per abbassare i costi, per fare della casa editrice il punto di riferimento per i lettori e i giovani scrittori, per avvicinarsi alle nuove tecnologie.  Sfoltendo il catalogo cartaceo e lasciando pochi titoli annuali, l’ebook sarebbe la strada perfetta della sperimentazione e per lo scouting.
 
Siamo lontani da iniziative come bookcountry.com, una piattaforma che Penguin si è inventata per permettere ad autori, lettori ed editori di condividere informazioni, manoscritti, considerazioni. Niente di paragonabile a smalldemons.com, dove i suggerimenti ai lettori provengono dai contenuti dei libri non dalle preferenze di lettura; ma siamo sempre troppo vicini agli interessi di una casta e mai dalla parte dei lettori. 
 
In Italia è più importante che il numero dei lettori non cresca e che si continui a curare quel piccolo pubblico di fedeli sostenitori e non che le case editrici e le libreria offrano servizi. All’ultimo posto come al solito nell’uso delle nuove tecnologie, saremo sicuramente di nuovo in grado di non sfruttare le nostre potenzialità e magari di non far comprendere ai nostri avversari che vecchio e nuovo possono coesistere in armonia.
 
In attesa del mio primo ereader aspetto fiduciosa che arrivi anche un nuovo modo di fare informazione in Italia.
 
A cura di Claretta





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