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8 febbraio 2012

In mostra a Roma i paesaggi umani di Steve McCurry



“La mia vita si basa sul viaggiare e osservare e la mia macchina fotografica è il mio passaporto”

Queste sono parole di una persona che ha fatto del viaggio e della fotografia la sua vita; senza di esse non sarebbe il personaggio che è diventato e senza di esse non avremmo delle immagini entrate nella quotidianità collettiva. Sto parlando di Steve McCurry in mostra a Roma, al museo di Macro Testaccio.

L’esposizione diventa un vero e proprio viaggio attraverso le foto del grande fotografo americano. Interessanti le strutture a forma di globo sulle quali sono appese le foto collegate tra loro da un percorso, come a simulare un viaggio in diversi mondi toccati dal grande fotografo; curato da Fabio Novembre, uno dei massimi esperti per gli allestimenti di fiere e mostre.


All’inizio, prima iniziare il percorso vero e proprio, è possibile sedersi su delle poltrone a forma di maschera, dove si può vedere il documentario “Alla ricerca della ragazza afgana”, dove il famoso fotografo si mette alla ricerca del soggetto che gli ha donato l’immortalità, ovvero una giovane profuga afgana che col suo sguardo conquistò la copertina del National Geographic nel giugno del 1985.

Ci si addentra nel percorso per vedere le opere del fotografo americano, scatti recenti, tra cui la serie “The Last Roll”, una serie di scatti fatti con l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak.

La maggior parte delle foto sono ritratti e tra di essi quelle fatte ai bambini sono sicuramente le più emozionanti e forti da vedere. Non mancano foto a paesaggi e scenari che gli occhi del fotografo hanno visto nel suo peregrinare per il mondo, gran parte delle quali sono scattate in Asia, specialmente in paesi come Afghanistan e Tibet, ma anche in Sudamerica e diverse foto in Italia, dove ha immortalato diverse processioni religiose caratteristiche di piccole comunità.

Paradossalmente non sono molte le foto scattate negli Stati Uniti, paese di origine di McCurry, anche se le poche riportate, riportano momenti  toccanti degli ultimi 10 anni circa ed immortalano le torri gemelle l’11 settembre 2011.

Una mostra assolutamente da visitare per vedere, almeno una volta nella vita, le opere di questo fotografo che se fosse un libro sarebbe certo un romanzo di Salgari per la loro straordinaria capacità evocativa, in grado di farci sognare viaggi in paesi lontani. Il viaggio appunto, tema portante dei lavori di Steve McCurry e lo scopo di ogni essere umano che vuole ampliare i propri orizzonti.

A cura di Claudio


Per maggiori informazioni:



Per approfondire:



L'ultimo libro fotografico di Steve McCurry, "South Southeast" Phaidon, 160 pagg, 59.95 euro

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