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15 febbraio 2012

I libri di Sanremo 2012



Si è conclusa ieri sera poco dopo la mezzanotte la prima serata del festival di Sanremo 2012.


Tornata la sala cinematografica come scenografia del Festival, sul palco dell’Ariston si sono succeduti: l’abbandono in campo della ceca Ivana, il saluto con le canzoncine di Paolo e Luca che tanto avevano divertito l’anno scorso, l’astronave Celentano piombata sulla città dei fiori non si sa da dove e perché, un Rocco Papaleo spaurito che punta sul mood del vecchio satiro e le due vallette riconvocate che ucciderebbero per essere di nuovo confermate anche per le prossime serate.

I veri protagonisti, i tanto attesi big, ieri sera hanno praticamente fatto solo la prova generale  dato che a mezzanotte il lavoro della giuria demoscopica è stato annullato a causa di problemi verificatesi nel sistema della società che gestisce le votazioni.

Tutto da rifare questa sera sul palco dell’Ariston; nell’attesa    ci si può consolare con gli artisti che dal palcoscenico sono sbarcati anche in libreria:


“Il Paradiso non è un granché. Storia di un motivetto orecchiabile” di Arisa, Mondadori, 171 pagg, 16.00 euro

Tolti gli occhiali e i motivetti orecchiabili, Arisa è scesa tentennante su quelle scale di beige vestita, dimostrando di avere un gran bella voce ed un brano molto interessante. Il libro racconta proprio questa sua trasformazione e il fatto che il successo, la fama e il denaro non le hanno portato la felicità tanto agognata.


“Spostare l’orizzonte. Come sopravvivere a quarant’anni di rock” di Eugenio Finardi, e Antonio G. D’Errico, Rizzoli, 235 pagg, 18.00 euro

Il monaco Finardi è arrivato all’Ariston ieri sera cantando la sua musica che è rimasta immutata da oltre quarant’anni. Ma la storia professionale di Eugenio Finardi è una minima parte del racconto della sua vita che sviscera in questo libro in cui non dimentica di affrontare anche i grandi dolori che hanno attraversato la sua esistenza.


“Come mi viene. Vite di ferro e cartone” di Francesco Renga, Feltrinelli, 97 pagg, 6.00 euro

Non un’autobiografia ma un racconto scritto dallo stesso  Renga in cui alcuni oggetti raccolti da un uomo misterioso fanno da collante alle storie delle persone che li hanno posseduti.  Di mano in mano, come finestre attigue veniamo trasportati nella vita dei diversi personaggi tutti divisi tra l’inadeguatezza e il desiderio di un futuro migliore


“Questo sono io” di Gigi D’Alessio, Mondadori, 127 pagg, 16.00 euro

Il libro è del 2009 ed è una riposta personale del cantante alle illazioni sulla storia, salita agli onori della cronaca, con Anna Tatangelo e alle sue presunte frequentazioni camorristiche quando non era altro che un pianista invitato ai matrimoni dei boss. Una rettifica ma anche il racconto di tanti aneddoti ed incontri avvenuti durante la sua carriera.


“Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale” di Elisa Orlandotti, Arcana, 248 pagg, 17.50 euro

Elisa Orlandotti ripercorre vent’anni di storia e di carriera della band culto della musica italiana. Vengono passati al setaccio tantissimi brani e riportati le citazioni letterarie contenute in essi, nonché le collaborazioni che nel tempo la band ha intrattenuto con altri fenomeni dell’underground made in Italy.  Ieri sera la loro è stata una delle performance più riuscite e Morandi non ha potuto non riconoscere che il rock era finalmente sbarcato a Sanremo.


“Caruso. Lucio Dalla e Sorrento. Il rock e i tenori” di Melisanda Massei Autunnali, Donzelli, 159 pagg, 17.00 euro

La storia di un incontro ideale e di una canzone che ha fatto la storia della musica mondiale: Caruso di Lucio Dalla. La nascita e le versioni di una brano indimenticabile tra curiosità e piccoli misteri. Lucio Dalla al festival accompagna e cointerpreta il brano del giovane Pierdavide Carone.

Tra gli altri ricordiamo “Samuele Bersani. Chiedi un autografo all’assassino” di Marco Ranaldi (Zona, 144 pagg, 13.00 euro) e l’ultimo libro di Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi e il suo “La confessione” un giallo ambientato durante Sanremo (Rizzoli, 247 pagg, 17.00 euro) e non dimentichiamo Giorgio Faletti che prima di fare lo scrittore, in una delle sue precedenti vite, è stato interprete di Signor Tenente uno dei brani più belli dell’edizione del 1994.

A cura di Claretta

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