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20 febbraio 2012

10 Doppie Identità



Il tema del doppio è da sempre presente in letteratura quasi ad esorcizzare la volontà divina che ha dato all’uomo una sola possibilità. Essere sé stessi e al contempo un altro permette di superare qualsiasi ostacolo.

Avere una seconda vita o essere solo per un istante un altro ci permette di fuggire dal nostro passato, di avere un'altra chance, di amare ed essere amati, finché la scissione in due entità diverse non provoca una separazione definitiva tra un io e un tu.

E quale periodo migliore di questo, in cui la maschera di carnevale nasconde a tutti la nostra vera natura e diventa veicolo del lato oscuro della nostra personalità?




Romeo e Giulietta si conoscono durante una festa in maschera. Non sanno nulla l’uno dell’altra e proprio per questo si innamorano perdutamente. Grazie alla maschera che hanno indosso non si riconoscono in una Capuleti o in un Montecchi, ma come due anime predestinate a vivere il loro amore per tutta l'eternità.


Juan Tristà scopre di avere una straordinaria capacità: può scambiare la sua testa ed assumere l’aspetto di chiunque per poter vivere finalmente la sua vita, sentirsi amato e fuggire dalla realtà. Una straordinaria possibilità che contiene anche il messaggio dell’autore, Miguel Mejides,  che si auspica una maggiore libertà per l’Avana e che gli abitanti dell’isola si convincano a cambiar testa.


Albertine e Fridolin sono una coppia della borghesia viennese che vive una banale normalità. Il loro piccolo mondo viene sconvolto da una serie di incontri. Il culmine della narrazione arriva con il ballo in maschera durante il quale Fridolin scoprirà la perversione. Schnitzler è bravissimo nel descrivere questo stravolgimento e i desideri che ognuno di noi cela nell’altro sé.


Jakov Petrovic Goljadkin è un piccolo burocrate, un piccolo meccanismo dell’immensa macchina burocratica dell’impero russo. Forse per immaginere e vivere una realtà diversa inizia a dividere la sua personalità io un “io” e “tu”ne Il Sosia. L’altro che viene fuori è prevaricatore, infimo e profondamente diverso dall’originale. Questo sdoppiamento farà vivere al personaggio situazioni difficili e grottesche come è nello stile di Dostoevskij.


I Menecmi di Plauto sono la testimonianza più importante di come il tema del doppio abbia accompagnato l’uomo e la letteratura fin dalle sue origini. Un testo teatrale, ma anche un caposaldo per comprendere le basi della commedia e per le future trattazioni. Due gemelli si ritrovano a vivere, pu non conoscendosi, sulla stessa isola. Lo scambio d’indentità dei due farà nascere una serie di incomprensioni e intrighi.


Pinocchio conserva fin da subito la speranza e il sogno di diventare bambino. In lui il germe del doppio convive fin dalle prime pagine e contiene in sé il sogno di un padre e un desiderio profondo di trasformazione. Il burattino diventa bambino e così finiscono i sogni d’infanzia e si apre l’epoca della pubertà e dei primi piccoli grandi problemi dell’età adulta.


Gregor Samsa, nelle Metamorfosi di Kafka, crede di essere un pilastro per la sua famiglia, un punto di riferimento. Un giorno qualunque si risveglia in un insetto, in cui convivono umanità e mostruosità. E come ogni diverso che si rispetti è impossibile che venga accettato per quello che è.


Mattia Pascal ha la possibilità, più unica che rara, di cambiar vita e diventare Adriano Meis. Nuova vita, nuova città e forse anche un nuovo amore. Tutto sembra andare per il meglio ma il passato ha la brutta propensione di ritornare, sempre. Così senza documenti e identità è costretto a ritornare alla sua routine, ad essere un non vivo nel paese da cui era scappato.


Durante i suoi studi sulla condotta dell’essere umano il dottor Jekyll si sofferma sugli aspetti più oscuri della personalità. La ricerca va avanti fino a sperimentare un liquido in grado di scatenare una reazione tale da trasformare completamente la persona che la ingerisce. Così il dottro Jekyll diventa Mister Hyde. Due identità e due caratteri all’opposto:  l’educato e tranquillo Jekyll lascia il posto al mostruoso e violento Hyde. Stevenson incarna perfettamente l’ambiguità che riesiede in ogni animo umano.


Dal fumetto disegnato da Jerry Siegel e Joe Shuster, Batman è diventato l’archetipo del super eroe.  Bruce Wayne  è uno dei pochi non dotato di poteri straordinari ma che basa tutto il suo successo sulla forza dell’ingegno. Batman e il suo mito Zorro condividono  un passato crudele, la perdita dei genitori, un fedele alleato nel maggiordomo fac totum ed una spiccata propensione all'aiutare i più deboli.

A cura di Clara Raimondi


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