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26 gennaio 2012

SHERLOCK HOLMES - L'inizio del mito



La letteratura è piena di figure che a loro modo hanno fatto la storia. Questi personaggi negli anni sono stati oggetti di saggi, film, sceneggiati e sono entrati nel linguaggio comune, grazie ai modi di dire.

Tra i tanti quello che spicca maggiormente tra quelli nati da una penna d’oca e da un calamaio è senza ombra di dubbio Sherlock Holmes.

Sherlock Holmes ed il suo amico-compagno Watson hanno rivoluzionato la letteratura gialla ed il costume quotidiano.

Chi di noi, di fronte alla risoluzione di un problema non abbiamo esclamato almeno una volta “Elementare, Watson!” (anche se questa esclamazione sia nata in seguito nelle opere cinematografiche, mentre in alcuni libri si riscontra l’uso di un “Elementare!”).

Per non parlare poi dei personaggi che si sono ispirati all’originale, primo tra tutti Detective Conan (Meitantei Konan), che racconta la storia di un adolescente giapponese Shinichi Kudo, appassionato dei racconti del detective creato da Doyle, abilissimo nel risolvere casi intricati. Dopo aver assistito ad una serie di eventi loschi, viene obbligato ad ingurgitare una pozione che lo fa tornare bambino. Assume il nome di Conan Edogawa (sempre per colpa dell’autore di Sherlock Holmes) e va a vivere dall’amica Ran ed il padre di lei, un detective di second’ordine, che grazie al supporto del bambino riesce a risolvere casi intricati.

Per non parlare poi di personaggi di fiction campioni d’ascolti degli ultimi anni. Gil Grissom di CSI - Scena del crimine deve molto al personaggio creato da Arthur Conan Doyle.

Grissom ha una certa assonanza, in quanto uomo dedito ella risoluzione di casi intricati, ma anche lo stesso Dottor House - Medical Division deve le sue doti intuitive al detective inglese.

Ad occhio sembrano essere distanti, ma un’attenta analisi vede molte similitudini tra i due personaggi (entrambi assumono droghe, vivono entrambi allo stesso numero civico).

Dopo aver mostrato quanto sia stato fondamentale Sherlock Holmes nel costume attuale, scopriamo la storia di questo personaggio intramontabile.

Appare per la prima volta sul giornale Strand Magazine nel 1887, con il primo romanzo “Uno studio in rosso”. Il successo fu a dir poco immediato e gli inglesi impazzirono per le avventure di questo personaggio con uno spirito d’osservazione fuori dalla norma e dalle capacità deduttive sorprendenti e sempre accompagnato dal fedelissimo compagno John Watson.

Importante è capire la figura di Watson che oltre ad essere di supporto  al detective, è colui che narra le vicende dal proprio punto di vista annotando le straordinarie avventure che vive con Holmes su un taccuino-diario (suppongo che non sia una Moleskine).

La figura di Watson ricalca quella dell’autore, infatti hanno molto in comune entrambi, infatti, sono medici e la sensazione che si ha è che Doyle, attraverso Watson, si ponga come un testimone diretto delle avventure di Holmes riportando il racconto come un diario di viaggio, piuttosto che essere un narratore esterno.

A cura di Claudio

Prima parte di uno speciale già uscito per il numero di Natale.

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