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26 gennaio 2012

Il poliziesco non passa mai di moda

Il genere poliziesco non conosce crisi e accompagna i lettori senza mai stancare grazie al lavoro degli autori e agli straordinari personaggi che sono riusciti a creare.

All’inizio c’era Sherlock Holmes, tutto positivismo, pipa fumante e grande stima delle sua capacità deduttiva. Il povero Watson, alcune volte vicino al pappagallo sulla spalla di Capitan Uncino, era presente solo per sottolineare le straordinarie capacità dell’amico.

Poi è arrivata Agatha Christie e i suoi Poirot e Miss Marple, apparentemente all’opposto ma accomunati da una fiducia incrollabile nella ragione. Se Poirot non si sporca mai le mani e i suoi modi affettati non si piegano al volgo; Miss Murple nei pettegolezzi e nel popolino si trova perfettamente a suo agio. Tutti e due amano svelare il colpevole davanti ad un folto pubblico, preferibilmente accomodato in salotto, e non nascondono una sottile perfidia.

Con questi due personaggi si conclude l’era del positivismo scientifico e si inaugura quella di Philip Marlowe e il detective Sam Spade che di certo non stanno lì a guardare e non hanno paura della realtà che devono affrontare.



Il lato oscuro e gli effetti che questo procura sulle loro menti è al centro della narrazione di Dashell Hammette e Raymond Chandler che ritroviamo anche nel celeberrimo Maigret.

Torna con Simenon una pipa ma sono lontani i fumi di Londra e il distacco inglese perchè Maigret si tuffa nella storia delle persone coinvolte nell’indagine.

Tre autori e tre personaggi che chiudono l’epoca del poliziesco d’intrattenimento ed inaugarano una nuova era in cui la risoluzione del dilemma è una minima parte dell’intera narrazione che predilige dedicarsi all’inquietudine dei protagonisti.

La stessa che anima gli Harry di Michael Connelly e di Jo Nesbo, anche in questo caso più vicini di quanto si possa pensare nel passato difficile e con una profonda allergia nei confronti delle regole.


L'altro personaggio femminile è la mitica Kay Scarpetta di Patricia Cornwell: capelli biondi, occhiali e una passione sfrenata per la moda. E’ lei l’esperta di serial killer e l’anatomopatologa più famosa della letteratura.

La caccia al serial killer diventa l’occasione anche per parlare dei problemi che affliggono la società, in particolare quella svedese di Stieg Larsson, nella sua trilogia Millennium.

Fred Vargas è l’autrice culto di questi anni, amata o profondamente detestata è l’inventrice del commissario Jean-Baptiste Admsberg, puro intuito  e anche lui amante delle lunghe passeggiate.

Un commissario tutto italiano manca all’appello: Montalbano che dei suoi predecessori incarna quasi tutti i difetti e tra i quali primeggia una certa indifferenza alle regole; amante della buona tavola e della letteratura e con un sano protagonismo. 

Un italiano che va dritto per la sua strada, contro gli impuniti e gli intoccabili. La penna del maestro Camilleri è in grado di descrivere la Sicilia come non era mai stato fatto prima e di utilizzare il dialetto siciliano, dandogli piena valenza letteraria.


Parlando di affinità elettive tra gli investigatori della letteratura, possiamo rilevare un’ostinata malinconia, tratto distintivo di chi cerca di affrontare le zone d’ombra della natura umana.


A cura di Claretta

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