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5 gennaio 2012

Il fiume dell'oppio di Amitav Ghosh



E' uscito da poco l'ultimo romanzo di Amitav Ghosh, lo scrittore indiano di Le linee d'ombra, Lo schiavo del manoscritto, Il paese delle maree e Cromosoma Calcutta.

Ghosh è uno scrittore che ha inventato un inglese molto particolare, ricco di idiomi indiani, mauritani, cinesi o malesi, un mix culturale che identifica perfettamente il mondo dei suoi romanzi.

Il suo  ultimo romanzo "Il fiume dell'oppio" è la seconda puntata della trilogia dell'Ibis, la goletta alla quale è legata la vita di moltissimi personaggi. E' ambientata durante il periodo anteriore alle guerre dell'oppio tra i mari del sud della Cina, l'India e lo stretto di Malacca.

Nel primo libro della trilogia "Mare di papaveri", l'autore descrive un melting pot di culture e divinità, storie strabilianti ma sempre supportate da una fine ricerca storica sul tempo e sulle zone dove il romanzo è ambientato.

E' il settembre del 1838 e una terribile tempesta si  abbatte sull'Ibis, la goletta a due alberi diretta a Mauritius con il suo carico di coolie, delinquenti ed immigrati. La goletta resiste miracolosamente alla tempesta, durante la quale parte dei condannati che trasportava reiscono a scappare con una scialuppa. Tra di loro c'è il figlio segreto di un ricchissimo indiano e di una lavandaia cinese, un raja che aveva sperperato tutto il suo patrimonio ed un indiano strapapto ai campi di papaveri.

Tra carichi di oppio, giardini botanici, cacciatori di piante tropicali e nonne indiane le pagine di questo romanzo scorrono veloci e piacevolissime. Non fatevi quindi spaventare dalla sua mole di 586 pagine, e a presto con la recensione (appena avrò finito di leggerlo per voi).


"Il fiume dell'oppio" di Amitav Ghosh, Neri Pozza, 586 pagg, 18.50 euro

A cura di Nicoletta

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