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16 gennaio 2012

Il colpo di grazia alla legge Levi


Vi ricordate lo scorso anno? Era settembre e in Italia veniva approvata la Legge Levi che impediva di applicare ai libri uno sconto maggiore al 25% e di fare promozioni per un periodo non più lungo di un mese.

Una legge pensata ad hoc per i librai e le piccole case editrici e che, come al solito, dimenticava i lettori.

La crisi che ha colpito l’Europa negli ultimi tempi e l’arrivo del governo Monti hanno cambiato le carte in tavola.

Una legge dedicata esclusivamente ad un settore non può esistere se non c’è mercato, quindi sono al via una serie di liberalizzazioni per incentivare l’economia. Se la legge verrà approvata ogni impresa potrà scegliere orari flessibili e  la possibilità di decidere autonomamente quando organizzare i saldi e le vendite promozionali.

Ogni sito di e-commerce o piccola libreria potrà quindi organizzarsi come meglio crede. Ma mi domando era davvero necessaria questa legge?

Perché in questo paese non si riesce mai ad in quadrare il problema e se si trova una soluzione deve per forza accontentare solo un settore merceologico e la casta che lo gestisce?

Il problema sono i pochi libri che vengono venduti in Italia? Non è solo lo Stato che deve venire in aiuto delle realtà coinvolte.

Le case editrici dovrebbero pensare a cataloghi più snelli che puntino sui cavalli di razza ed iniziative che davvero incoraggino i lettori a spendere. Le piccole librerie, dal canto loro, dovrebbero semplicemente continuare quello che hanno sempre fatto: seguire e consigliare i propri clienti e organizzare le presentazioni e  gestire i gruppi di lettura.

Un intervento dall’alto sarebbe stato necessario solo per controllare il costo e la legge Levi avrebbe avuto forse qualche speranza in più se i libri nel nostro paese avessero dei prezzi ragionevoli come nel resto degli altri paesi europei.

Così come vado nel punto Feltrinelli, amo i mercatini e le piccole librerie e siti di e-commerce, non faccio distinzione quando si tratta di acquistare un libro. Come esistono le grandi realtà continueranno ad esserci anche i piccoli punti vendita.

Nessuno commesso di un megastore potrà mai consigliarmi un libro o conoscere a memoria i miei gusti e se ho voglia di leggere qualcosa di nuovo e di inedito conosco delle piccole case editrici che fanno un lavoro fantastico.

E’ solo la qualità, il lavoro e l’impegno a fare la differenza, in ogni ambito, che ci sia a meno una legge in grado di tutelarli.

A cura di Clara Raimondi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi trovi d'accordo!
La libertà è tale quando vale per tutti...ma non è così!
Quando c'è un monopolio (seppur mimetizzato)le liberalizzazioni sono inesistenti!
Per cui, nella grande distribuzione, siano essi libri o quant'altro, continueremo ad essere attratti da "specchietti per le allodole" che ci faranno credere che esistano benefattori del nostro portafogli e vedremo morire sempre più la libertà di scelta e un proliferare di scelte di massa.
Difficile essere "eretici" in questa condizione!
Per le librerie indipendenti si dovrebbe formare una sorta di WWF...non c'è altra risorsa!
Maria Di Girolamo (Libreria l'Isola che non c'è")

frances ha detto...

Onestamente, la Legge Levi non mi ha scandalizzato più che tanto. Leggi che limitano gli sconti applicabili ai libri esistono anche in Francia e in Germania e sono ancora più restrittive di quella italiana. Infatti, in Francia lo sconto applicabile ai libri nuovi è al massimo del 5% sul prezzo di copertina, in Germania addirittura non si possono fare sconti sul prezzo di copertina dei libri nuovi e non è vero che in quei paesi i libri costino meno che in Italia, anche se è vero che a parità di costo dei libri, il reddito medio in quei paesi è più alto di quello italiano e, inoltre, l'edizione tascabile di un libro in quei paesi spesso esce meno di un anno dopo la pubblicazione di quello stesso libro in edizione "lusso", mentre in Italia capita di dover aspettare molto di più prima di trovare in libreria l'edizine tascabile.

In ogni caso, io sento dire da sempre (o almeno da quando ero al liceo oltre 20 anni fa) che gli italiani leggono poco e credo che questo dipenda solo in parte dal prezzo dei libri.

Penso anch'io che le case editrici dovrebbero farsi un esame di coscienza e rivedere i loro cataloghi. Da forte lettrice, sinceramente faccio sempre più fatica a trovare libri in libreria che abbia voglia di comprare e di stare a cercare in un mare di fuffa (libri che sembrano scritti con lo stampino e raccontano storie simili da punti di vista simili, o scritti dalla celebrità televisiva di turno) la perla rara che valga la pena di leggere.

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