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11 gennaio 2012

Andrea Zanzotto, I versi di una vita



Comunica una strana sensazione questo ponderoso volume di mille e passa pagine. Il titolo è semplice ed esplicativo: Tutte le poesie. L'autore è uno degli ultimi grandi della nostra letteratura, Andrea Zanzotto, poeta, ma anche critico letterario e acuto osservatore del secolo scorso, da poco scomparso nel silenzio più assordante. 

Bene ha fatto la Mondadori a proporne l'omnia nelle vesti agili ed economiche della collana Oscar, un atto dovuto e un tentativo di conciliazione con il vasto pubblico che, nonostante le scarse probabilità di successo, merita di essere segnalato. Dai versi giovanili di Dietro il paesaggio fino alle ultime composizioni di Conglomerati: sessant'anni di vita culturale e civile inscritti in una lingua multiforme, composita, semplice e densa, che non cade mai nella banalità o nella facile melodia. 

C'è tutto Zanzotto qui dentro, uomo di grandi passioni e di ispirata vena, autore di razza, che senza perdere il senso della propria origine (nel Veneto e nella Venetità) ha saputo allargare il suo sguardo al mondo, ai suoi vasti e imperscrutabili meccanismi, alle sue variazioni interne, ai suoi recessi remoti, giungendo a intuirne la forma. 

Non è una cosa da poco, specie in anni in cui la poesia ha via via mutato il senso della sua missione, fino a diventare un prodotto marginale e di nicchia dell'immaginario popolare, vittima della semplificazione e dell'impatto immediato su un pubblico sempre meno abituato a capire e sempre più indotto a consumare; la poesia di Zanzotto diventa uno spartiacque tra la parola intesa come simbolo e la parola intesa come comunicazione: accettazione della complessità nel primo caso, banalizzazione nel secondo.

La poesia, ci dice Zanzotto, non è qualcosa di semplice, ma una pratica sottile che richiede attenzione, allenamento, capacità di dimenticarsi di sé e di presentarsi nudi di fronte all'essenza delle cose: una filosofia di vita – prima ancora che un retaggio culturale – in netta collisione con una società sempre più orientata verso la massificazione dei contenuti, la velocità di fruizione e l'incapacità di sopportare le differenze (nonostante la strombazzata retorica terzomondista e solidaristica).

Zanzotto non amava la Storia. Ricordo una sua intervista in cui la paragonava ad una sfilata di fantasmi, a qualcosa destinato a rimanere senza forma, lontano dalla nostra esperienza. Quando mi sono trovato di fronte la sua opera omnia, proprio ad un impatto visivo, ho capito che la consistenza della vita è forse più rintracciabile nello scandaglio onesto e sofferto di un poeta, che non nei cifrari asettici, programmati e bene ordinati di un manuale di Storia. 

La Storia bara. La scrivono i vincitori, la rielaborano i politici, se ne servono i professori. La poesia no, non mente: è una testimonianza fedele che non si ferma alla superficie degli eventi né tantomeno si accontenta della patina asettica di una tabella (niente come un numero che pretende di condensare il reale sa essere bugiardo).

E infatti se quando penso ai versi di Zanzotto mi vengono in mente due parole: nudità e onestà. Nudità intesa come rifiuto dell'artificiosità, e onestà come apertura sincera nei confronti dell'umano, delle sue aspirazioni, della sua voglia di progresso. Progresso, sì. Zanzotto non lo nega. Lo osserva, lo analizza, lo distilla in immagini di rara precisione, e sa bene che la ricerca e l'avanzamento sono i cardini su cui si basa la nostra specie. 

Questa eccezionale polivalenza è forse la ragione paradossale dell'insuccesso della poesia di questi tempi: l'averla assimilata al biglietto dei Baci Perugina e alle canzonette da riviera l'ha spogliata del suo potenziale detonante e inesauribile. La poesia è stata disinnescata, resa innocua. 

Tra le pieghe di questo ultimo, grande poeta si cela però la verità di fondo del pensiero poetico, ossia il suo continuo svegliare le menti. E per un uomo di lettere, così come per ogni altro artista autentico, non c'è forse vittoria più grande. 

A cura di Ariberto, visitate il suo Quaderno Sepolto
Per approfondire:


"Tutte le poesie" di Andrea Zanzotto, Mondadori, 1293 pagg, 18.00 euro


"Conglomerati" di Andrea Zanzotto, Mondadori, 201 pagg, 14.00 euro

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