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17 dicembre 2011

La Primavera Araba e gli Italiani di seconda generazione



Il primo incontro di Equilibri, la Fiera del Libro di Pontinia è dedicato alla situazione dei paesi nord africani dopo la Primavera araba ed inizia con un brano egiziano molto antico suonato dal musicista turco Sitki Taskayali, prima che prendano la parola gli altri partecipanti all'incontro.

Silvia De Marchi, l’oraganizzatrice dell’evento, ci presenta la fiera Equilibri, che è stata dedicata ai paesi arabi e alla loro cultura. Proprio per questo, è stato  favorito l’intervento di Samia Oursani.

Nata in Marocco, residente a Bologna, speaker radiofonica per Radio Popolare Roma, conduce, insieme a Khalid Chaouki , un programma che parla proprio delle seconde generazioni di immigrati. Porta la testimonianza di ciò che ha vissuto, attraverso i racconti delle persone intervenute in Radio per parlare sia della situazione africana, sia di quella dei figli di immigrati nati in Italia.

La “rivoluzione” a detta di Samia non è ancora terminata, quello che  è avvenuto è solo un primo passo, ma c'è ancora tanto da fare. Si è sentita molto vicina all'argomento, vista la sua condizione di figlia di immigrati.

L'anno scorso come conduttrice di “La Voce Araba”, si è vista raccontare la situazione da tante persone differenti, cercando di dare una lettura diversa all'avvenimento e facendo vedere questi moti, attraverso la voce appunto della "seconda generazione". Tutto nasce dalla stanchezza del popolo, stanco di subire soprusi.

Le rivoluzioni non nascono per chi le compie, ma per le future generazioni. Le rivoluzioni, non nascono di punto in bianco, ma già da tempo erano sorti in modo spontaneo movimenti di dissenso ai governi dei paesi dell'area nord africana. Lo stupore che in Europa questi avvenimenti hanno generato è dipeso essenzialmente dal fatto che ormai alcune situazioni erano date quasi per perse. In fondo risulta un parallelismo fra la precedente liberazione dagli invasori stranieri (molti di questi paesi furono colonizzati.), e la liberazione odierna dai propri dittatori.


Gli strumenti usati da questa rivoluzione sono stati i social network, quali Facebook e Twitter, utilizzati con una modalità diversa, per far girare le notizie in modo libero, lanciando a volte per caso appuntamenti di piazza e riuscendo alla fine a raggiungere l'obiettivo, ovvero quello di far crescere il movimento. C'è stata molta solidarietà da parte dell'occidente verso questi giovani, anche se, a volte, si è peccati di una critica "esagerata".

Samia ci suggerisce di leggere Orientalismo di Edward Sahid, per poter capire bene il mondo orientale, senza i preconcetti che ci accompagnano. Il mondo arabo è un mondo pieno di scienza, musica e letteratura, e non è solo quello del terrore che ogni giorno ci viene riportato davanti agli occhi dalle tv.

La rivista “Internazionale”, che raccoglie i migliori articoli stranieri, traducendoli in italiano, ha consegnato un premio dedicato ad Anna Politovskaya ad un blogger egiziano, perché la nuova frontiera dell'informazione di oggi è anche il blog, perché è un informazione non pagata e priva di preconcetti (noi Readers ne sappiamo qualcosa!). Un modo anche per noi di aprirci a questi nuovi mondi.

Questa prima parte della serata viene seguita dalla lettura di un brano tratto dal libro Caos Arabo (che sarà presentato lunedì alle 18.00)  nel quale l'autore Riccardo Cristiano, ci presenta vari giornalisti arabi, fra cui il libanese Samir Kassir. Il brano dal titolo "Una targa di bronzo e un ulivo" viene da Fabiana, una delle due attrici presenti all'evento.

Dopo la prima lettura, il musicista cerca di coinvolgere il pubblico, cercando di farlo cantare il ritornello di una canzone che parla dei vecchi amici lasciati indietro...

Nella seconda parte, Samia ci parla dell'altro argomento che le sta a cuore. Da noi ci sono molte comunità appartenenti a paesi diversi, come ad esempio una fortissima comunità indiana, queste persone che vengono da due mondi diversi, che si prendono molti doveri e a volte hanno pochi diritti. La giornalista, con la sua trasmissione, si occupa della campagna per i diritti di cittadinanza “L'Italia sono anche io”, di cui recentemente si è occupato anche Napolitano.

 Per Samia in un paese come l'Italia è assurdo che ancora oggi per poter avere la cittadinanza bisogna essere legati allo Ius Sanguinis, ovvero la legge per cui si ha diritto alla cittadinanza per il solo fatto che uno dei due genitori sia italiano, indipendentemente da dove si nasca, e non esista lo Ius Soli, ovvero la possibilità di essere considerati italiani semplicemente perché nati sul suolo italico.

Attraverso la trasmissione nata direttamente da un evoluzione di “Voce Araba” ed intitolata “Italia Due”, racconta grazie alla voce degli immigrati di seconda generazione e le difficoltà di queste persone
.
Proprio per questo nasce quest'iniziativa, per promuovere due proposte di legge per iniziativa popolare. Per saperne di più vi rimando al sito dell'iniziativa:


La seconda e ultima lettura è tratta da "Indovina con chi mi sposo?" di Alice Zeniter (E/O,171pagg, 16.50 euro) libro nel quale un algerino che vive in Francia da molti anni, chiede alla sua migliore amica bianca, di sposarlo proprio quando sta per scadergli definitivamente il visto di soggiorno.

A conclusione della serata il musicista Sitki Taskayali, ci delizia con una canzone intitolata Libertà e che nasce dalle parole del famoso poeta turco Nazim Hikmet.

A cura di Davide

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