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14 novembre 2011

Recensione | LA PRINCIPESSA E IL PESCATORE di Minh Tran Huy

C'era una volta, molto tempo fa, la figlia di un mandarino ricco e potente che come tutte le giovani donne del suo rango era confinata nel gineceo nella torre più alta della reggia.
La ragazza viveva nel lusso ma passava le sue giornate alla finestra ad ascoltare il canto di un pescatore che pescava sulla sua giunca nel fiume sotto alla torre.

Da lontano la principessa non riusciva a distinguere il volto del povero pescatore ma amava il suo canto e passava tutte le sue giornate ad ascoltarlo. un giorno il pescatore non arrivò e nemmeno durante i giorni successivi, la ragazza allora perse il sonno e l'appetito e si ammalò. I medici di corte non sapevano a cosa fosse dovuta la malattia ma quando il pescatore tornò a cantare sul fiume, di ritorno da un viaggio, la ragazza ritrovò la felicità.
Il mandarino allora decise di chiamare a corte il povero pescatore che aveva salvato la figlia col suo canto. La ragazza osservò l'uomo che era sporco e vestito di stracci e con disprezzo se ne torno nelle sue stanze dimenticandolo in fretta. Il pescatore però non dimenticava la bellezza della ragazza ed il disprezzo con il quale lo aveva trattato, si consumò in un amore senza speranza e ne morì.
Anni dopo i parenti del pescatore riesumarono il corpo per darne degna sepoltura e trovarono una pietra traslucida che appesero sulla giunca da pesca.  Un artigiano di passaggio notò la pietra e la comprò ricavandone una bellissima tazza da tè.
Questa tazza aveva poteri magici ed il mandarino ne venne a conoscenza e volle comperarla.  Ogni volta che vi si versava del tè sulla tazza appariva l'immagine di un pescatore che lentamente girava in circolo e cantava una canzone d'amore triste e straziante. La principessa un giorno decise di versarvici del tè. L'immagine del pescatore apparve. Si guardarono. La fanciulla ricordò. Pianse.
Una lacrima scivolo nella tazza che si sciolse all'istante.

Questa è solo una delle leggende vietnamite che riempiono questo romanzo dove i veri protagonisti sono Lan, una giovane ragazza nata in Francia da esuli vietnamiti scappati dal loro paese dopo la guerra d'Indocina, e Nam adolescente vietnamita costretto ad abbandonare i genitori e ritrovatosi da solo in un paese che potrebbe essere la speranza per un futuro migliore ma che finisce per schiacciarlo.
Tra i due adolescenti nasce una grande amicizia nonostante le diverse estrazioni sociali, Lan proviene da una famiglia borghese mentre Nam vive in un centro di accoglienza ma i due ragazzi capiscono ben presto di essere simili in quanto entrambi non riescono più a dare un colore, un sapore, un profumo ad una parola astratta: Vietnam. 
Ben presto però Lan si trova costretta a dover rinunciare al suo amato Nam che viene distrutto del dolore di aver perso per sempre la sua famiglia nel paese che aveva abbandonato. I due ragazzi non si rivedranno mai più ma in Lan nasce la consapevolezza di essere qualcosa di più di una semplice ragazzina parigina ed inizia a guardare i suoi genitori e a se stessa con occhi diversi.
La scrittrice porta in scena i disagi delle "seconde generazioni" che si ritrovano a non sentirsi ne francesi ne asiatici, Lan vive accanto alla nonna vietnamita che le insegna le antiche tradizioni del suo paese e le racconta dopo molto tempo e per la prima volta il dramma della fuga durante la quale perse marito e figlia e da questo stretto ed intimo rapporto con la nonna nascerà il desiderio di riscoprirsi.
A cura di Nicoletta
"La principessa e il pescatore" di Minh Tran Huy, 66th e 2nd, 189 pagg, 15.00 euro

Voto 9/10


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