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14 novembre 2011

LIBRI AL MACERO



Il magico mondo dell’editoria è pieno e ricco di retroscena che voi nemmeno potete immaginare. Una lotta senza quartieri per accaparrarsi un posto ad una fiera, con la paura, di non essere più presenti all’edizione successiva. 

Tutto ciò avviene in un paese in cui si legge pochissimo ed è proprio per questo motivo che gli editori tentano il tutto e per tutto per accaparrarsi una fetta del mercato. 

Un giro d’affari che muove più di tre miliardi di euro e che occupa migliaia di addetti ai lavori.

In questa storia, però, ci sono due personaggi dimenticati: i libri delle piccole case editrici e i lettori.

E si, perché se sei un libro di successo, pubblicato da una grande casa editrice stai pur sicuro che verrai acciuffato e portato a casa da qualche lettore. Il tuo editore avrà pagato tantissimi soldi per metterti in bella mostra nella vetrina del megastore della tua città, riempito il negozio di cartonati e la tua sarà la migliore copertina che un libro possa desidera. Sarai lì, al massimo, quindici giorni ed impacchettato alla rinfusa, verrai sistemato nella libreria in salotto.

Se invece hai la sfortuna di nascere libro di una piccola casa editrice non avrai nessun posto in prima fila e cercarti, all’interno del negozio, sarà davvero difficile.  Potrai stazionare in negozio per non più di quaranta giorni, gli stessi che Gesù affrontò nel deserto e poi come lui verrai destinato al sacrificio supremo, che nel tuo caso è il macero. Nemmeno la legge suprema che vieta di venderti con uno sconto maggiore al 15%, eviterà il peggio. L’aiuto potrà arrivarti solo da un libraio indipendente e veramente in gamba che ti darà la giusta luce. 

Non se la passa meglio il lettore che già si sente una specie in via d’estinzione ed in più è bombardato da continue notizie e annunci che pubblicizzano continuamente il libro dell’anno.  Si trova completamente spaesato nel crogiolo di edizioni e collane economiche che escono senza alcun controllo e dalle fascette che millantano opinioni di eminenti giornalisti e premi di cui non si conosceva l’esistenza. In più, fuori dalla libreria, per il povero lettore va sempre peggio tra presentazioni che svelano l’intero contenuto del libro e le fiere in cui si vende senza che per lui ci sia il minimo vantaggio. 

Allora mi chiedo, non sarebbe meglio pubblicare meno, curare di più il prodotto e concentrarsi su dei libri davvero di qualità? Rinunciare al sensazionalismo di titoli e autori e puntare ad un libro che non superi  i 10 euro di costo? 

Il magico mondo dell’editoria troppo spesso si dimentica che le persone a cui si rivolgono sono i lettori e che i megastore, i siti internet ben poco possono contro le inifinite possibilità offerte da internet. 

Nel tragico momento economico che stiamo vivendo è possibile che si vendano prime edizioni a 24 euro? Se non riesco e non voglio rinunciare al piacere di leggere finisco per cedere alla tentazione del download illegale. E in questo caso chi ci guadagna?

Clara Raimondi

1 commenti:

Claudio ha detto...

Una domanda che mi pongo è anche perchè escano sempre più libri nuovi con diversi VIP che si improvvisano scrittori, mentre libri che a loro modo hanno avuto una loro importanza sono fuori catalogo e si possono reperire solo sui mercatini. Mi riferiscono a "Il taccuino di Sherlock Holmes" (anche se recentemente è stato ripubblicato) ed ai romanzi di James Bond dei quali sono disponibili solo 4 titoli (su 14!).

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