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7 novembre 2011

L'ELENCO TELEFONICO DI ATLANTIDE (Tullio Avoledo)


Se questo libro fosse una pietanza, sarebbe una di quelle ricette che ti propinano i telegiornali dopo le feste per consigliare come riciclare tutto il cibo avanzato, quell'accozzaglia di cose buone da mangiare che vengono ricombinate tutte insieme per fare un polpettone o un improbabile dolce.

Il legale di una piccola banca appena assorbita da una grossa multinazionale vede la sua carriera prendere una brutta piega, mentre sul piano personale è già afflitto da un vicino di casa insopportabile e la salute cagionevole del figlioletto.

L'incontro, apparentemente casuale, con un superstite dei campi di concentramento lo trascinerà ulteriormente nel baratro, portandolo al centro di un intrigo in cui si spazia dal mondo dell'alta finanza al nazismo esoterico, passando per l'hacking, per dimensioni parallele, l'occultismo, l'Arca dell'Alleanza e la religione egizia.

Nel suo romanzo d'esordio Tullio Avoledo decide di muoversi nel suo ambiente naturale, quello delle banche, che descrive con non poco sarcasmo. Forse proprio per questo, il romanzo stenta a decollare e si ha l'impressione che le prime cento pagine siano una decisamente troppo lunga premessa al cuore della vicenda, la parodia del fanta-thriller alla Dan Brown.

E, se di parodia non si trattasse, sarebbe decisamente troppa la carne al fuoco. L'autore è bravo nel dare coerenza al tutto, ad incastrare il mito di Apophis con il nazismo esoterico, ad esempio, ma alle volte si fa un po' fatica, anche per la lunghezza del romanzo, a tenere insieme i pezzi dell'intrigo durante la lettura.

Lo stile è fortemente descrittivo e riflessivo. Sono molti i flashback ed i momenti di introspezione dell'autore e degli altri personaggi, mentre all'azione vera e propria è riservato pochissimo spazio. I personaggi sono ben costruiti ed estremamente vari, pur essendo quasi tutti antieroi tipici del genere parodistico. Alle volte è difficile capire bene dove inizino le realtà della narrazione e finiscano le fantasie del protagonista.

Non si può dire che sia un brutto libro, ma siamo lontani anni luce da Douglas Adams e Christopher Moore.

A cura di Diego

“L'elenco telefonico di Atlantide” di Diego Rosato, Einaudi, 500 pagg, 14,00 euro

Voto 6/10



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