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3 ottobre 2011

Vloody Mary di Paolo Di Orazio



La presentazione inizia in maniera particolare con lo spegnimento di tutte le luci, tranne quelle puntate sul tavolo della presentazione. L’autore Paolo Di Orazio, Filomena Cecere e Andrea Carlo Cappi, arrivano dalle spalle del pubblico.


Paolo Di Orazio è un autore horror, considerato un pioniere del genere in Italia, oltre ad essere uno scrittore e autore di fumetti. Il suo nuovo libro è un opera definita “necro/romantica” da Andrea Carlo Cappi, che va inserita a cavallo fra il genere horror, il mistery e il fantasy.

L’autore presenta il libro come un tentativo che cerca di non seguire le mode imposte dagli editor nostrani. Per lui la cosa fondamentale è la possibilità da parte dell'autore, di poter scrivere storie che facciano sognare o meglio “inquietare” i lettori. Di Orazio ama giocare con i personaggi horror e le inquietudini dell’animo umano in tutte le sue accezioni. Lui è come un bambino che gioca con i sogni e gli incubi, perché manca come ingrediente nella vita dei bambini di oggi la fiaba. Anche quella che può spaventa, come quelle che lui ascoltava narrate dalla sorella quando era piccolo. Per lui la paura è un elemento della nostra spiritualità, che comunque volenti o nolenti, ci genera una scintilla di calore umano.

Andrea Carlo Cappi, ci presenta le storie dell’autore come molto originali, perché riesce ad aprire porte su abissi che ancora non sono stati esplorati. Oggi i vampiri per le nuove generazioni, non fanno più paura, e quindi se non il mostro per eccellenza, non fa più paura, a cosa serve?Per il vero appassionato di vampiri, risultano estremamente irritanti. E i lupi mannari?

Anche loro, a detta di Cappi, son diventati dei lupacchiotti che vengono abbandonati sulle autostrade come fossero cagnolini domestici.


I personaggi di Di Orazio, all'interno di una trama da romanzo giallo, sono dei mostri, che fanno paura, ma che riescono lo stesso ad affascinare. In questo universo, ruotano molti personaggi fra cui un prete con passatempi particolari, di cui non si è mai letto prima, due personaggi femminili che vivono una storia d’amore lesbica e ovviamente la DJ protagonista. E’ una storia così horror, a detta di Cappi, che ha dovuto più volte tirare il fiato durante la lettura del libro. Riuscirà a far paura anche  a quei lettori che pensano di aver già letto tutto del genere horror.

Per Filomena Cecere, una particolarità è che la protagonista, non è direttamente “la protagonista”. Infatti l’autore ci spiega, di aver voluto giocare con la “ripesa in diretta”, ovvero presentare Vloody Mary attraverso gli occhi degli altri protagonisti. Come si pronuncia? Si pronuncia “Vlady Mery”.

La musica fa parte della vita dell’autore e quindi gli viene chiesto se questo l'abbia ispirato.

Di Orazio fa notare che la presenza della musica, che ama, ritorna molto nel libro, dai brani della protagonista che è una DJ, alla presenza della radio romana Radio Rock, per finire con le playlist create dall’autore all’interno della trama. Perché contaminare il libro con altri genere d’arte? Perché questo gli permette di calare la storia in un aria di realtà, che altrimenti, essendo una storia horror, potrebbe non riuscire ad avere. Voleva altresì raccontare il senso della folla, ed ha scelto un DJ piuttosto che un musicista appartenente ad un gruppo, perché è un solitario.

All'interno del romanzo è anche inserita una slash page a fumetti, che è un omaggio a Kill Bill di Tarantino. Il romanzo è un “Iliade”, nella quale si legge la storia, senza troppi voli pindarici, ma divertendo.

Intervento da parte di Andrea G. Pinkets, amico dell'autore seduto fra il pubblico, che parla di “Primi Delitti”, primo libro di Di Orazio, dicendo che l’autore ha un estrema capacità di controllo sulla parola, riuscendo a contenere orrori e paure in maniera sintetica ma estremamente efficace.
Chiede poi all’autore come mai, ha avuto il bisogno di diventare molto splatter, generando quasi il sangue dalle parole, e Di Orazio gli spiega che il dilatarsi negli eccessi è un suo piacere, ma non è stata una ricerca voluta, è stato uno sviluppo naturale.

La presentazione viene interrotta a sorpresa dall'arrivo della “protagonista del libro”, l’inquietante Vloody Mary, che si aggira fra la platea al buio e, raggiungendo una postazione da DJ, si mette le cuffie presentandoci una cover della canzone “Paranoid dei Black Sabbath, seguita da un altra canzone.  Dopo di che la protagonista abbandona la sala, e le luci si riaccendono calando il sipario sulla presentazione.
A cura di Davide
Per approfondire:
"Vloody Mary" di Paolo Di Orazio, Coniglio Editore, 189 pagg, 12.50 euro


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