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3 ottobre 2011

Uomini che uccidono le donne di Luciano Garofano, Paul Russell e Andrea Vogt



Oggi, all'ultima giornata della rassegna “Giallolatino”, abbiamo avuto la fortuna (è il caso di dirlo) di assistere alla presentazione del libro “Uomini che uccidono le donne”, in cui uno dei tre autori, Luciano Garofano, ci ha favorevolmente impressionato.

In Italia, soprattutto negli ultimi anni, molte persone si interessano di cronaca giudiziaria. Spesso però la televisione ed i giornali ci forniscono una versione scarna ed orientata al voyerismo, prima che alla cronaca. Lo scrittore, esperto di scienze forensi, chiarisce fin da subito che il suo libro si occupa di ricostruire le indagini sui delitti, senza l'affanno della cronaca.

Luciano Garofano si dimostra educato e simpatico, cosa tutt'altro che scontata, purtroppo, quando si ha a che fare con autori contemporanei. Capace di raccontare il suo lavoro con passione e coinvolgimento, senza trascendere in una stucchevole pantomima cui qualche volta si assiste a queste manifestazioni.

Si parla del libro ed anche della trasmissione “L'altra metà del crimine”, due contenitori in cui l'ex generale dei carabinieri vuole portare la stessa rigorosa ricostruzione delle indagini, mostrando come le tecniche scientifiche possano integrare le metodologie tradizionali  e come esse si siano evolute. Ampio spazio è dedicato ai casi irrisolti, cui è stato possibile dare una soluzione a distanza di molto tempo, grazie alle innovazioni portate dalla tecnologia alle investigazioni.

Il libro, forse più della trasmissione, è incentrato sulla figura della donna, principalmente come vittima, ma non solo. A tal proposito, incalzato da una domanda, l'autore afferma che i crimini contro le donne sono in aumento anche per una colpevole negligenza nel denunciare i comportamenti aggressivi contro di loro, perché spesso l'assassinio di una donna è solo il culmine di una storia di violenza ben più complessa.

Luciano Garofano in questo libro, insomma, vuole illustrare il lavoro del perito, gli ostacoli cui si trova davanti, come la difficoltà di analizzare correttamente una traccia labile e fornire un dato significativo agli inquirenti, destreggiandosi tra le mille variabili in gioco. Spesso il pubblico è fuorviato dalle fiction, in cui per ogni traccia esiste un macchinario adatto a ricavare informazioni utili, ma la realtà è ben diversa.

Molto esemplificativo di ciò che questo autore propone al lettore/telespettatore è stato il video tratto dalla trasmissione televisiva cui partecipa, in cui quattro esperti, a vario titolo, di indagini ci raccontano i casi analizzando le prove, esponendosi tesi e facendosi domande tra loro, come una vera indagine, arrivando fin nei laboratori di analisi.

Giunti al momento delle domande, arriva quella della nostra Clara sul perché le donne sono così spesso vittime di crimini violenti, l'ex generale dei Carabinieri risponde ad un astante che chiedeva se il sempre maggior peso dato all'indagine scientifica non possa portare ad un uso deficitario dell'indagine tradizionale e delle prove dichiarative: egli precisa che l'indagine scientifica nasce sempre e comunque da un'indagine sul territorio, prevede un raffronto con le testimonianze e non sempre ha una risposta definitiva da offrire, per poi ribadire che le scienze forensi servono ad integrare le altre tecniche di indagine, per evitare quadri probatori incerti che, a loro volta, portano a condanne non cristalline e pene ridotte.

Sollecitato dal moderatore della presentazione, l'autore dichiara di non sentirsi ancora pronto per scrivere un romanzo, cui richiederebbe un elevato grado di realismo, e di preferire per ora continuare a scrivere saggi, nonostante riscuotano solitamente minore consenso tra i lettori. Ciò che sicuramente Garofano non gradisce sono gli instant book.

Prima del termine della presentazione, c'è tempo per un'ultima domanda. Uno dei presenti in sala chiede quale possa essere la valenza di una prova scientifica per un crimine commesso in tempi ormai lontani. Secondo l'autore, quella prova ha un'enorme valenza, perché permette, se non altro, ai famigliari delle vittime di avere quella giustizia che è stata loro negata per anni.



In conclusione, direi che oggi abbiamo incontrato un autore interessante, ben educato, cordiale e con un bagaglio di esperienze interessanti da offrire al lettore. Non posso ancora dirvi se Luciano Garofano scrive bene, se sa giocare al meglio le sue carte, ma di certo è stato bravo a presentare le sue prove ed io, in qualità di lettore, che, come il giudice, è peritus peritorum, ho accolto la sua tesi, ho acquistato il suo libro e sarò ben lieto di farvi sapere se in appello avrò dovuto ribaltare la sentenza.

A cura di Diego

Per approfondire:


“Uomini che uccidono le donne” di Luciano Garofano, Paul Russel e Andrea Vogt, Rizzoli, 252 pagg, 18,50 euro

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