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5 ottobre 2011

Recensione | UN PIRATA PICCOLO PICCOLO (Amara Lakhous)


Un pirata piccolo piccolo si aggira per la Algeri dei primi anni '90. Un pirata piccolo piccolo cerca di vivere la sua vita e cerca la sua dimensione tra “obblighi” imposti dalla società in cui vive, dalla sua religione e dal tempo che passa.
 
Hassinu è algerino, è nato il 29 febbraio e si accorge di stare per compiere 40 anni e la cosa lo “devasta” psicologicamente perché si rende conto di aver perso parte della sua vita e di non averla vissuta. O meglio di non averla potuta vivere a causa di regole che vigono in una realtà com’è quella algerina e lo fa con il suo solito stile, ironico ma allo stesso tempo malinconico.


Il romanzo diventa una raccolta di episodi e situazioni che vive il protagonista. Il romanzo spazia da dialoghi con altri personaggi a monologhi interiori ad altri dialoghi unidirezionali che il protagonista fa col suo migliore amico Fertas (che in realtà è il suo pene). 

Il titolo originale del romanzo era Le cimici ed il pirata, e tale titolo era dovuto al fatto che le cimici è l’offesa che ripete spesso al protagonista ai suoi “antagonisti”, mentre il pirata è un personaggio storico algerino Reis Hamidou, che la nonna del protagonista dice sia uno dei suoi avi. Oltre al fatto che il protagonista viene da un quartiere di Algeri chiamato appunto il quartiere dei pirati.

A differenza degli altri romanzi di Amara Lakhous, in cui c’era un’alternanza dei personaggi che raccontano la storia, in questo romanzo c’è un unica voce narrante, quella del protagonista.

Come per le sue opere precedenti Amara Lakhous si pone come un osservatore che, mediante gli episodi che vivono i personaggi, descrive una realtà che l’autore stesso ha visto con i propri occhi, denunciandone paradossi e contraddizioni.

Bellissimo ed apprezzabile la post-fazione scritta da Francesco Leggio, in cui parla del lavoro di traduzione che fece per la sua prima edizione del romanzo.

Se mi si chiedessero perchè leggere un romanzo di Amara Lakhous, io risponderei subito, che permette di allargare le vedute, aiuta a comprendere un modo sconosciuto che finora ci veniva raccontato dai telegiornali e verso il quale veniva costruito un muro che tende ad allontanare invece a far incontrare i popoli.

Questo romanzo, come gli altri, è divertente e piacevole e nonostante la malinconia e l’amarezza riesce a strappare un sorriso e ad essere una lettura divertente e piacevole.

Ringrazio questo libro per la compagnia che mi ha dato da Roma a Napoli mentre stavo andando in vacanza.

A cura di Claudio
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"Un pirata piccolo piccolo" di Amara Lakhous, E/0, 176 pagg, 17.00 euro

Voto 8.5/10





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