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25 ottobre 2011

Recensione | UN OSCURO BISOGNO DI UCCIDERE (Massimo Picozzi)


La criminologia è una scienza che affascina molte persone, ma che spesso è svilita in televisione e presentata come una sorta di arte divinatoria che consente di risolvere un caso con uno sguardo. Massimo Picozzi ha scritto questo libro per spiegare che non è così... anche!

Il libro presenta una serie di casi cui lo stesso Picozzi ha preso parte come consulente e racconta l'evolversi delle vicende, con particolare attenzione al suo contributo, spesso più relativo alla valutazione della capacità di intendere e di volere degli accusati che all'individuazione del colpevole: la vita vera è molto diversa da Criminal Minds.

Nel raccontare le vicende di Angelo Izzo, delle cosiddette Bestie di Satana, della strage di Erba e di altri celebri casi di delitti italiani, l'autore non si limita a spiegare l'accaduto, ma si spinge a dissipare diversi dubbi ed a chiarire vari malintesi che li circondano. In particolare, Picozzi non disdegna alcune frecciate ai suoi colleghi, soprattutto quelli dediti al sensazionalismo ed alle apparizioni televisive, più che alla scienza.

Il linguaggio utilizzato è schietto ed asciutto e, sebbene l'autore sottolinei come ad alcuni aspetti più scabrosi del suo mestiere non si abituerà mai, credo che questi abbiano lasciato diverse tracce nella scelta del lessico (definire il padre di una delle persone coinvolte in un delitto “il vecchio” fa più film anni '80, che saggio di criminologia).

Tutto sommato un bel libro, senza dubbio interessante, ma un po' più schematico di quanto una narrazione fluida richiederebbe ed un pizzico più autocelebrativo della mia soglia di tolleranza.

A cura di Diego

“Un oscuro bisogno di uccidere” di Massimo Picozzi, Mondadori, 204 pagg, 15,00 euro

Voto 7.5/10



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