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25 ottobre 2011

Recensione | L'ISOLA DELL'ANGELO CADUTO (Carlo Lucarelli)


La mia prima idea è stata quella di scrivere a Carlo Lucarelli chiedendogli il favore di buttare giù una recensione per questo libro, perché io non so se ne sarò all'altezza, mentre lui troverebbe le parole adatte, senza sbagliarne neanche una. Ma a ciascuno il suo mestiere: lui scrive romanzi meravigliosi ed io cerco di trovare qualcosa di meglio di “meravigliosi” per descriverli.

Nel 1925 un commissario senza troppa vocazione, ma con un forte senso del dovere ereditato dal padre, vive con la moglie, che  soffre di una forte depressione che l'ha fatta impazzire, su un'isola sperduta, in cui, oltre ad una colonia penale per criminali comuni e confinati politici, c'è solo un miserrimo villaggio.

Mentre le giornate sembrano scorrere sempre uguali, scandite dalla stessa canzone, una camicia nera è rinvenuta morta in fondo ad un crepaccio, apparentemente per un incidente. È solo l'inizio di un mistero in cui l'unica certezza è che nessuno vuole stare su quella dannata isola.

Se c'è un sentimento che domina questo romanzo è l'angoscia: nel leggere questo romanzo ho provato un forte senso di oppressione, come se fossi prigioniero anche io sull'isola del Diav... ehm, Angelo Caduto, sensazione non certo mitigata dagli sviluppi delle ultime pagine. 

Nonostante buona parte della narrazione si svolga all'aperto, permane un forte senso di claustrofobia, forse dettato dal forte senso di isolamento, ma di gran lunga acuito dall'ossessione del protagonista per il suo dovere di servitore dello Stato, che non fa che mettere in pericolo la sua unica possibilità di andarsene da quel luogo desolato, a costo della sua carriera e della salute mentale della moglie.

A proposito del luogo, l'autore non dice mai di quale isola si tratti, eppure la descrive così bene che al lettore sembra di conoscerla come le sue tasche: dopo pochi capitoli, si ha l'impressione di esserci stati mille volte, ma di non ricordarne il nome.

La scrittura è ricca, densa, ma mai sovrabbondante. Le descrizioni sono il pezzo forte di questo romanzo, che definirei più un romanzo di impressioni che un classico noir: le indagini sono quasi sfumate, sebbene l'intreccio investigativo sia tutt'altro che banale.

Fino ad un paio di giorni fa ero solito dire “non mi piacciono i gialli/noir”, ma ormai non ho più scuse e sono costretto a rettificare con “non mi piacciono i gialli/noir, ad eccezione di quelli di Carlo Lucarelli”.

L'isola dell'angelo caduto sta per diventare un film, leggi l'articolo a cura di Claretta.

A cura di Diego

“L'isola dell'angelo caduto” di Carlo Lucarelli, Einaudi, 224 pagg, 11,50 euro

Voto 10/10



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