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31 ottobre 2011

LA DIMENSIONE DI MEZZO



Ampi falò ardono nella radura, ove lievi suoni di arpa e note penetranti di strumenti a fiato rompono il silenzio della notte. Gli striduli versi dei corvi li accompagnano in un susseguirsi alternato e ritmico, che si fonde con gli altri rumori persi nell’oscurità incombente. Uccelli neri dal becco ricurvo, magici animali ritenuti messaggeri di morte, o quantomeno, portatori di sventura.

Le alte cime degli alberi, smosse dalla brezza notturna, sembrano suggerire messaggi segreti in un linguaggio sconosciuto, il popolo degli alberi, compagni fatati di un mondo altro perso fra le rovine di un culto antico, che precede di secoli l’innesto acculturante del mondo cristiano.

Figure abbigliate con maschere dalle fattezze mostruose, danzano attorno ai fuochi con movimenti apparentemente disordinati, in realtà forme estatiche di una danza rituale tesa all’evocazione di spiriti o al loro allontanamento.

Il ritmo tenue comincia ad assumere una consistenza maggiore, le musiche si fanno più sonore, le danze convulse ed eccessive, un odore di erbe aromatiche si spande tutt’intorno, mentre alcune donne sono intente a mescere in grandi calderoni sidro ed idromele, le bevande alcoliche care agli dei, il loro nettare.

Alte figure con lunghe tuniche si allontanano nell’oscurità. Raggi lunari strappano timidi riflessi da falcetti in oro puro.


Come sempre le origini di un fenomeno o di un culto si perdono e si sovrappongono a tradizioni successive, che spesso le soppiantano, o si miscelano, creando quei sincretismi tanto complessi quanto affascinanti.

È il caso della festività di Halloween, erroneamente rappresentata nella contemporanea società infarcita di marketing dozzinale e di potere mediatico, ed altrettanto erroneamente ritenuta di provenienza statunitense.

In realtà questa particolare celebrazione giunse negli Stati Uniti solo nel 1840, ad opera degli immigrati irlandesi, fuggiti dal loro paese per la terribile carestia delle patate. Anche il termine si è sviluppato soltanto nel XIX secolo, sempre in questa nazione, già trasformato dalla primitiva parola Hallowe’en.

L’etimologia linguistica mostra l’inglesizzazione avvenuta e quindi, logicamente, allontana il pensiero di molti da una supposta origine gaelica del termine, poiché il gaelico e vari idiomi anteriori, che potremmo definire pre-gaelici e pre-celtici, emergono dalle nebbie di un tempo dimenticato e mai perduto, smarrito forse, ma ciò che si smarrisce può essere sempre ritrovato.

Le prove storiche ed archeologiche sono poche e sfumate, in particolare per ciò che riguarda l’Irlanda e le isole britanniche dove i Celti fanno la loro comparsa nel 1400 B. C. (Datazione ortodossa. Secondo alcune teorie la presenza celtica andrebbe retrodatata di vari secoli).

La festa di Ognissanti è fondata dalla Chiesa cattolica nell’alto medioevo, originariamente da Bonifacio IV nel 610, il 13 Maggio, e poi da papa Gregorio III, nell’VIII secolo, spostata al 31 ottobre, volutamente per sovrapporsi e soppiantare un rito pagano, e sulla base di una trasformazione del culto di Samhain o Samain (il dio delle tenebre), attraverso il quale anticamente si celebrava il passaggio dalla stagione calda a quella fredda con profondi legami col culto dei morti. 


Il popolo celta celebrava la notte del 31 Ottobre, l’inizio dell’anno per loro, il 1 Novembre, termine della stagione calda ed avvento del freddo e dell’oscurità. I colori dell’arancio e del nero appaiono sin da quei tempi, il primo a simbolo del raccolto maturo, il secondo per rammentare il buio ed il freddo dell’inverno.

A questo punto le differenti tradizioni andrebbero a mio avviso riunite in un’unica visione, per offrire una spiegazione molteplice ma unitaria, di questo culto. 

Con retaggi remoti, i Celti ritenevano che in questo giorno gli spiriti dei morti vagassero sulla terra, in un particolare momento di sospensione spazio-temporale: si apriva una volta l’anno la soglia che separa il mondo dei vivi da quello dei morti. E qui avvengono i legami con la credenza nel mondo delle fate e degli elfi.

I sacerdoti celti, i famosi Druidi, divenivano i portavoce di tale momento di cui narravano stralci cronologici lontani affidati solo alla memoria orale. Sembra che la religione originaria (termine solo convenzionale per definire un culto) fosse pre-druidica, ma dovremmo viaggiare in un tempo passato, proto-storico, antenato di ogni civiltà ufficialmente riconosciuta, e questo ci porterebbe in un percorso distante dal fulcro di questo breve scritto.

I Celti non provavano alcun timore nei confronti dei morti, seppur il loro rapporto fosse ben diverso da quello egizio o degli Etruschi. Il legame con l’elemento eterico, oltre che fisico, è differente: non credevano nei demoni ma il loro mondo ultra-terreno, il termine esatto sarebbe sovra-sensibile, era appunto rappresentato dalle fate e dagli elfi, creature pericolose a metà fra il bene ed il male e quindi ben diverse dalle successive visioni favolistiche.

Nella notte di Samhain sembra fossero proprio questi esseri a compiere scherzi agli umani.

Tornando al termine Halloween, e all’antico Hallowe’en, essi risalgono a All Hallows’Day, ed anche ad All Hallows’Eve (dove Eve sta per vigilia) e All Hallows Even.

La definizione originale, prima delle modificazioni operate dalla Chiesa Cattolica, è pero “La Notte di Samhain, un rito variegato attraverso il quale si celebrava la fertilità della terra per i doni offerti durante la stagione calda e si ci si preparava al periodo freddo ed oscuro dell’Inverno. Era però anche la notte, quella del 31 Ottobre, dove la barriera fra la dimensione del mondo dei morti e degli spiriti e quella umana, cadeva e si apriva un varco. Gli umani non entravano in quel mondo, ma i morti, gli spiriti ed altre creature dilagavano in quello umano. 

La consuetudine di indossare maschere mostruose rappresentanti spesso gli stessi esseri pericolosi non avevano una funzione esorcistica ma apotropaica: ci si comportava e ci si vestiva come i “mostri nemici” proprio per allontanarli. Questo è il senso base di un rito apotropaico. 

“Treat or trick”, dolcetto o scherzetto, tanto presente nella cultura statunitense e nelle  rappresentazioni dei gradevolissimi film-tv, risalirebbe ai primi religiosi cattolici che in quella notte chiedevano, elemosinando, il “pane dell’anima”, un dolce-pane con uvetta. Loro non inviavano maledizioni se non lo ottenevano, diversamente dalla millenaria leggenda che ricorda fate, ma soprattutto elfi, recarsi nelle dimore degli umani in cerca di cibo, bevande e dolci che se non ottenuti generavano scherzi talora molto pericolosi.

Questo momento cronologico della notte fra il 31 Ottobre ed il 1 Novembre, è fra i più variegati ed interessanti e ricco di spunti esoterici. 

Vorrei narrarvelo ancora ma alcuni elfi stanno bussando alla mia porta ed ultimamente ho avuto qualche problema con loro. 

Devo chiedere l’intervento di Titania, la regina della fate, una cara e bellissima amica… vado, devo varcare la soglia per accedere al suo reame multi-dimensionale.

Al mio ritorno, forse fra qualche secolo, avrò storie entusiasmanti da raccontarvi.

State attenti, Samhain è vicino.

Roberto Carlo Deri
Il Dott. Roberto Carlo Deri è antropologo, etnologo e scrittore. Ha pubblicato vari saggi di cinema per Enne Effe e scrive libri di narrativa e saggistica. Si occupa da anni del fantastico e del “mistero”, in ogni loro manifestazione. E’ stato infatti anche docente universitario per la cattedra di antropologia del mistero per 3 anni. Tra le sue esperienze ci sono state inoltre, anche diverse rappresentazioni teatrali, nei ruoli di attore, autore di testi e regia. Attualmente è docente di Lettere. Ci accompagnerà scrivendo per la nostra panchina articoli intorno alle festività più imporatanti dell'anno dal punto di vista storico-antropologico.

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