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30 ottobre 2011

HYSTERIA di Tanya Wexler



Mortimer Granville (Hugh Dancy) è un giovane medico di belle speranze, attento e sempre al passo con i tempi. Peccato che gran parte dei medici per cui lavora non siano aggiornati come lui e non ritengano valide le nuove scoperte scientifiche. Così, licenziato dall’ennesimo incarico, si vede costretto a cercare un nuovo impiego, che trova, presso lo studio medico del Dottor Dalrymple (Jonathan Pryce), esperto nella cura dell’isteria femminile. 

Molto diverso dai luridi ospedali per i quali ha sempre lavorato, lo studio Dalrymple è frequentato da donne appartenenti all’alta società. Quando il famoso dottore gli offe un lavoro, al giovane Granville non resta altro che accettare, non fosse altro per la presenza della giovane e bella Emily, figlia del professore, perfetta incarnazione dell’angelo del focolare. 

Il Dottor Dalrymple è diventato famoso, nella Londra vittoriana, per una pratica “manuale” che sembra porti grandi benefici alle pazienti affette da isteria. Sulla scena si catapulta l’altra figlia del Dottor Dalrymple, Charlotte (Maggie Gyllenhaal), che arriva ad interrompere l’idillio con la sua fragorosa risata e i suoi modi rivoluzionari. Non serve un grande intuito per capire  che la Signorina Charlotte sconvolgerà la vita di Mortimer e gli permetterà di ritrovare l’interesse per la vera medicina. 

Il film della Wexler  è un perfetto ingranaggio che porta sulla scena una commedia, una storia d’amore e la cronaca di una società , quella vittoriana, molto più emancipata di quello che potremmo pensare. 


Sullo schermo assistiamo ad un racconto in cui l’invenzione del vibratore è solo il pretesto per una più ampia riflessione che si sofferma sulla libertà sessuale, sulla parità tra uomini e donne e non per ultima sulle scoperte scientifiche che hanno permesso di non considerare malattie l’isteria o l’omossessualità.

Su tutti brilla Maggie Gyllenhall con i suoi grandi occhi, l’espressione sincera ed un primo piano che non ha bisogno di trucco. A questi va aggiunto la sua bravura ed energia che era stata sempre soffocata negli altri film in cui l’ho vista protagonista. 

Altra nota di merito per Rupert Everett che in questo film è l’amico di Mortimer Granville; perfetto nell’incarnare un ricco uomo dissoluto, appassionato di elettricità, che aggiunge, con le sue battute esilaranti, ulteriore brio alla pellicola.

Una bellissima, tipica, commedia inglese che riesce ad essere irriverente senza mai cadere nella volgarità. 


Non credo sia il film vincitore della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, ma ieri dopo la proiezione non sono mancati le risate e nemmeno gli applausi.

Sicuramente sarà il prossimo campione d’incassi e lo consiglio a chiunque di voi vorrà passare un’ora e mezza tra impegno e spensieratezza.

Per chiunque di voi lo andrà a vedere, consiglio di non perdersi i titoli di coda!

A cura di Claretta

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