Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

4 ottobre 2011

Giustizia e Informazione


Quello che ieri sera è accaduto nell’aula del tribunale di Perugia ha sconvolto soprattutto l’opinione pubblica, la gente accorsa davanti al portone, tutti quelli che sui vari social network non capivano come sia stato possibile assolvere due persone che in primo giudizio erano state condannate ad oltre vent’anni di carcere.

Dovremo aspettare le motivazioni della sentenza ma è certo che, senza entrare nel merito del giudizio, nessuna parola da parte degli imputati è stata spesa per la vittima; preoccupati come erano per la loro sorte e per il loro futuro, quello negato a Meredith, che Amanda ha definito una delle sue migliori “amiche”. 

La verità giudiziaria sta facendo il suo corso, quella degli uomini non ancora. Il caso del delitto di Perugia ha aperto una nuova stagione mediatica, conosciuta da tempo all’estero, ed inaugurata nel nostro paese proprio nel 2006. 

Un modo di fare informazione che si basa sul pettegolezzo e sulle congetture e soprattutto che ha, come in questo caso, un potere enorme, è inutile negarlo, nell’influenzare l’opinione dei giudici. 

Resta il mistero e cala di nuovo il sipario su Meredith Kercher, l’unica vera vittima di questa triste vicenda mentre si accendono i riflettori, anche se non credo si siano mai spenti, su Amanda.

Un film, un libro intervista, una vita lontano dai fatti di Perugia in quel di Seattle; gli impegni futuri della giovane statunitense. 

L’unico modo per farci un’idea di quanto è accaduto è leggere, approfondire e confrontare gli scritti di autori diversi:


“Assassini per caso” di Luciano Garofano con Paul Russel, Graham Johnson, Rizzoli, 358 pagg, 19.50 euro


“Amanda e gli altri. Vite perdute intorno al delitto di Perugia”di Fiorenza Sarzanini, Bompiani, 188 pagg, 15.00 euro


“Meredith. Luci e ombre a Perugia” di Vincenzo M. Mastronardi e Giuseppe Castellini, Armando Editore, 144 pagg, 15.00 euro

A cura di Claretta

4 commenti:

Claudio ha detto...

In effetti, mi chiedo quanto i media possano influire sui processi. Oramai le tv ed i giornali oltre a proporre congetture, sono piene di dichiarazioni ad effetto degli avvocati e da interventi di criminologi che puntano il dito contro il lavoro degli inquirenti.
Tutto ciò crea una serie di aspettative e surriscaldano il clima, creando ulteriore tensione presso chi lavora per la verità e non per il mero guadagno economico.

Diego ha detto...

Infatti io preferisco seguire la cronaca a freddo, a processo concluso o, nei casi irrisolti, a indagini archiviate. Tanto il più delle volte prima della sentenza trovi chi dice tutto ed il contrario di tutto.

Claudio ha detto...

La cosa che mi fa pensare, è che questo atteggiamento sembra mutuato dal mondo del calcio dove ognuno su uno stesso episodio da interpretazioni diverse, creando confusione e dando ragione a chi piace sentire certe versioni piuttosto che altre.

Eleonora ha detto...

C'è una curiosità morbosa da parte del pubblico per questi eventi e la televisione ne approfitta largamente. Bisognerebbe avere un po' di rispetto per quelle persone che hanno perso la vita in simili circostanze, e anche per le famiglie che rivivono incessantemente quei momenti.

Posta un commento

Lascia un commento!