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10 ottobre 2011

FOTOGRAFIA, Festival internazionale di Roma



Negli ultimi tempi il numero degli appassionati alla fotografia è aumentato considerevolmente e per loro che si disponga di una reflex o di una compatta, l’obbiettivo è catturare ogni momento ed ogni paesaggio che si trovano davanti agli occhi.

A Roma fino al 23 ottobre c’è  FotoGrafia, il festival dedicato a tutti gli appassionati,.

L’evento si svolge nei padiglioni di Macro Testaccio, Roma, a piazza Orazio Giustiniani, con ingresso gratuito. L’evento si svolge esclusivamente di pomeriggio ma per chi vuole è possibile acquistare un biglietto unico per entrambe le sedi del Macro (l’altra si trova in via Nizza vicino via Nomentana) per concedersi un’interessante giornata all’insegna della cultura.


Una volta arrivati all’ingresso del museo, si nota il toro in cima all’entrata: una volta il museo era un mattatoio ed infatti i locali parlano del loro passato con traverse di ferro utilizzate per il trasporto della carne lavorata.

La mostra quest’anno è intitolata Motherland e come spiega il curatore Marco Delogu Motherland è un tema indagato e diffuso nella fotografia e il festival lo ricerca oggi intorno alla creazione di sempre nuove identità, in un mondo ormai completamente esplorato e tecnologizzato dove tuttavia ritorna molto forte il bisogno di indagare nuovi territori, e di cercare il proprio.”

La mostra occupa due padiglioni ed in ognuno di essi ci sono diverse esposizioni di fotografi italiani ed internazionali. Ognuno da una sua interpretazione della madre terra. 


Adesso, per me, è impossibile raccontare tutte le esposizioni, ognuna di esse racconta una storia ma voglio creare una certa curiosità che vi possa spronare.
  
“Ombre di segni altrove” di Rodolfo Fiorenza,  è una serie di foto in bianco e nero su alcune mura della città di Roma, dove le ombre diventavano il soggetto principale della foto stessa.

Un’altra esposizione che ho trovato più che altro simpatica è stata “Inferno di Dante” di Valentina Vannicola, che da una sua visione dell’inferno dantesco attraverso la fotografia.

Pedro Lopez Luz, vincitore del premio IILA 2010, ha fatto diverse foto di Roma, ma dal punto di vista di un passante comune, riuscendo a dare un tocco contemporaneo e reale allo stesso tempo.

Nel Padiglione B del museo, le foto sono prevalentemente di fotografi stranieri, e tra queste ho trovato molto belle Asako Narahashi con i suoi splendidi giochi di luci. Toccanti quelle di Rania Matar che erano incentrate sulla figura della donna nel mondo islamico.

“Datascapes”, dei fotografi Mathieu Bernard-Reymond e Rick Silva che catturano paesaggi e poi ne ricavano una sorta di  rappresentazione a diagramma. 

Yumiko Utsu: le sue opere abbinano immagini di parti di pesci, molluschi e cetacei, che creano un manga in versione reale.

Essendo un neofita del mondo della fotografia, probabilmente ho dimenticato di menzionare qualche fotografo importante, oppure non ho citato tecniche utilizzate nelle foto. Se qualcuno mi fornisse nei commenti tali indicazioni ne sarei grato, il contraddittorio è l’anima della crescita.

Alla fine lascio la mostra soddisfatto ed appagato, per gli spunti e le idee che mi ha fornito questa mostra che consiglio vivamente a chiunque sia appassionato di fotografia e per avere anche modo di avvicinarsi ad un mondo, fatto di immagini, luci, ombre e sogni.

A cura di Claudio
Per maggiori informazioni visitate il sito del MACRO

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