Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

2 ottobre 2011

Convegno: Il colore che unisce l'Italia


Che cosa succede se in una sala gremita ed accaldata mettete allo stesso tavolo i più grandi autori di giallu italiani? 

Con un convegno davvero interessante e coinvolgente si apre la terza giornata di Giallolatino. Roberto Carlo Deri modera l’incontro ed uno dopo l’altro si accomodano davanti al pubblico: Vincenzo De Falco, Stefano di Marino, Andrea Pinketts, Enrico Luceri e Biagio Proietti; sono solo alcuni dei nomi che si susseguono in quello che sembra essere, all’inizio, un excursus sulla storia del genere e successivamente un confronto tra le varie “scuole”.

Il Giallo nasce come genere letterario alla metà del XIX secolo grazie a scrittori, per lo più anglofoni, com Edgar Allan Poe o Sir Arthur Conan Doyle. In Italia viene coniato il termine giallo, grazie alla collana Mondadori, caratterizzata da questo colore, andata alle stampe per la prima volta nel 1929. 

In Italia il precursore del genere fu sicuramente Emilio Salgari e, ad oggi, conta una schiera nutrita di interpreti e tra i più famosi, troviamo: Camilleri e Lucarelli. Dalla nascita, diverse cose sono cambiate; nuovi sottogeneri e soprattutto il fiorire, in tutta Italia, di diverse scuole, gruppi più o meno riconosciuti, sorti in tutte le maggiori città italiane.

Gli intervenuti: De Falco e Pinketts, sono concordi nel definire "chimere", le scuole di giallo italiano, incapaci, a loro giudizioni di cogliere pienamente la realtà di un determinato luogo.

Daniele Basilico è un’altra protagonista dell’incontro, esperta di comunicazione e grafica, ci porta alla scoperta dell’evoluzione di questo genere e del marketing legato all’editoria. Dalla chiusura delle piccole librerie, all’avvento degli immensi megastore. Dall’attenzione per la promozione con i cartonati disseminati ovunque; siamo passati, durante questa crisi, ad una scarca attenzione per la presentazione del prodotto, adesso ammassato senza alcun criterio. 

Anche la copertina si è modificata nel tempo: abbandonato il classico giallo Mondadori, la copertina è diventata nera con il famoso riquadro che oggi ospita un’immagine in formato digitale o si è evoluta ulteriormente adottanto caratteri che non lo rendono neanche più identificabile.

Eppure è il marketing, secondo Andrea Carlo Cappi, è proprio quello che sta distruggendo il mercato editoriale, interessato più ai proventi che alla qualità del libro. Si stanno perdendo i valori fondanti della buona scrittura e in particolar modo quello di una trama consistente, valida, in grado d’imporsi su qualsiasi scelta di comunicazione. 

Il convegno si chiude con le parole di Enrico Luceri che ritorna a spostare l’attenzione anche sul lettore del giallo, che chiede sempre di più un prodotto di qualità che abbia una trama lineare e soprattutto che contenga tutti i punti cardini un giallo che si rispetti. 

Un incontro ma anche  una lezione per tutti i presenti ed un modo per aasistere al confronto tra grandi autori e scoprire che le scuole, come ce le eravamo immaginate, non sono mai esiste e che hanno maggior valore manifestazioni del genere, punto d’incontro e condivisione.

A cura di Claretta

0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!