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2 settembre 2011

Recensione | IL ROSPO CHE C'E' IN LUI (Elisabetta Tumbiolo)

Può un manuale aiutarci ad affrontare i piccoli/grandi problemi della vita matrimoniale?

Esistono delle regole da seguire per non incappare in quelle difficili situazioni che affliggono le coppie dal fidanzamento al fatidico sì?

Il libro Il rospo che c’è in lui di Elisabetta Tumbiolo cerca proprio di rispondere a queste e ad altre domande sulla vita di coppia. Un prontuario, con regole facili da seguire, che vuole accompagnare la donna nelle diverse fasi dell’innamoramento: dalla ricerca dell’anima gemella, al matrimonio, ai rapporti con la suocera.

La tesi dell'autrice si basa essenzialmente su un principio: conoscere l’altro, apprezzarne i difetti, metabolizzarli e cercare di combinarli con il proprio carattere; convinta che, l’amore da solo non basti e che sia necessario un po’ di pazienza e di impegno per la “manutenzione” della coppia.

Il libro fra parte del “progetto famiglia” della San Paolo edizioni che offre una serie di pubblicazioni sull’intero arco della vita familiare, e purtroppo questo, all’interno del libro, si fa notare. Mi spiego meglio.

I consigli che Elisabetta Tumbiolo propone sono nella maggior parte dei casi, davvero sensati: la comunicazione e il rispetto sono al centro della trattazione ma non aggiungono nulla di nuovo e soprattutto sono cose che ognuno di noi, con un po’ di buonsenso, sperimenta quotidianamente nella sua vita di coppia.

Il problema si presenta quando la linea editoriale cattolica della casa editrice viene fuori e si leggono frasi del tipo “ Arrivare al matrimonio avendo già sperimentato l’unione sessuale è come raccogliere fiori secchi, già avvizziti, illudendosi che con essi si potrà continuare ad adornare le gioie dei giorni futuri.”

Oppure “Gli studiosi delle dinamiche di coppia sono concordi nel sostenere che il periodo sufficiente per conoscersi e decidersi per il matrimonio è di un anno, due al massimo. Oltre, non soltanto diventa più pesante esercitare un autocontrollo sull’attrazione sessuale, ma può verificarsi un calo dell’infatuazione.”

La morale cattolica è evidente e del resto la San Paolo non fa mistero della sua linea editoriale, ma io, non credo che una ragazza di oggi, credente o meno, possa riconoscersi in assunti del genere.

Oltre al fatto che l’autrice non nomina mai gli autori e le date della fatidiche ricerche effettuate da questi fantomatici “studiosi” e mettendo da parte anche l’influenza della religione; è lampante come tutta la trattazione del libro si basi sull’esperienza di vita dell’autrice e sulle catastrofiche conseguenze che il mancato adempimento di questi consigli ha causato all’interno delle coppie dei suoi amici.

Sono contenta che l’autrice abbia potuto lasciare il suo lavoro di addetto stampa e che si sia creata una splendida famiglia con quattro figli, ma qualcuno dovrebbe dire alla Sig.ra Tumbiolo che i tempi sono cambiati, che il fidanzamento si è notevolmente prolungato a causa della mancanza di lavoro e che soprattutto ridurre la vita di coppia ad un insieme di regole, in base alle quali una crisi non può durare più di mezza giornata, mi sembra davvero insensato.

Aldilà delle idee dell’autrice in merito alla vita di coppia, anche lo stile e le modalità di realizzazione del manuale non mi hanno conquistato. Una scrittura piatta che riporta citazioni e modi di dire già sentiti, un ritmo lento che sembra non procedere mai e riproporre sempre gli stessi argomenti.

Partendo dal presupposto che non credo nei manuali di coppia, avrei preferito che il libro si concentrasse sull’attualità, sulle famiglie allargate, sulle difficoltà che la coppia sta vivendo, sull’aumento dei divorzi,  ai quali, non c’è il minimo riferimento.

La trattazione si sarebbe potuta arricchire con altre testimonianze e soprattutto dell’apporto di un esperto, uno psicologo di coppia, che avrebbe davvero dato una sferzata al libro.

Un libro che non consiglierei nemmeno alla mia migliore nemica.

A questo punto vi chiederete come questo manuale sia finito tra le mie mani, ebbene, è stato uno dei regali del mio compleanno. Un regalo che i miei amici mi hanno fatto attirati dalla copertina e credendo che fosse un libro che in modo divertente parlasse delle problematiche di coppia.

Niente di tutto questo!

State attente quando siete in libreria o il prossimo rospo sarà quello che dovrete ingoiare leggendo libri di questo tipo.

A cura di Claretta
  
“Il rospo che c’è in lui” di Elisabetta Tumbiolo, San Paolo, 194 pagg, 14 euro.

Voto 2/10



3 commenti:

Ariberto Terragni ha detto...

Pubblicistica di giornata in salsa da catechismo, se ho capito bene. La copertina fa il verso allo sciocchezzame laico del tipo I love shopping per sparare, sotto le mentite spoglie friendly, la solita infilata bigotta. L'esperienza familiare di uno spacciata per verità universale. E poi non ne possiamo più di questi esperti che poi non si sa mai chi cavolo sono. Sanissima stroncatura.

Diego ha detto...

Sul tema consiglio invece "I cinque linguaggi dell'amore" di Gary Chapman.

http://www.anobii.com/books/I_cinque_linguaggi_dellamore/9788801023725/013af3a6500b16c2d9/

micia ha detto...

A me già la trama non piaceva, voi l'avete confermato!

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