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14 settembre 2011

Recensione | ANNA POLITKOVSKAJA (Francesco Matteuzzi e Elisabetta Benfatto)

In quanti modi una storia, può e deve essere raccontata?

Infiniti, soprattutto se si tratta di raccontare una vicenda come quella di Anna Politkovskaja, giornalista della Novaja Gazeta, uccisa cinque anni fa.

A lei sono state dedicati, solo negli ultimi anni, diversi saggi  e libri; a nome suo è nata l’associazione Annaviva, uno spettacolo teatrale ed il documentario 211: Anna.

Il libro o per meglio dire il fumetto (come ha sottolineato lo sceneggiatore), uscito per Becco Giallo nel 2010, si inserisce perfettamente in questa produzione letteraria, anzi la arricchisce.

La sceneggiatura di Francesco Matteuzzi e i disegni di Elisabetta Benfatto ricostruiscono gli ultimi anni di Anna, momenti in cui è difficilissimo separare la vita privata dal suo lavoro.

Alla professione di giornalista, è rivolta non solo la dedica del fumetto ma tutto l’impianto narrativo.

Grazie alla perfetta intesa dei curatori, riusciamo ad avere una visuale d’insieme, una biografia della giornalista russa così come alle altre forme letterarie istituzionali non era ancora riuscito.

Dal primo arrivo in Cecenia nel 1999, ai problemi con il direttore del giornale per cui lavorava; ci addentriamo nella mente e nel cuore di Anna, dilaniato dall’amore per il suo lavoro e dal dolore per le vite delle persone che decidono di collaborare con lei che vengono brutalmente spezzate.

In un regime politico e militare Anna Politkovskaja cerca di fare il suo lavoro, di raccontare la verità e poca importa se il governo la giudica una cattiva giornalista e che per ogni articolo che pubblica viene convocata in questura.

Il suo obbiettivo è raccontare la verità, quello che realmente avviene in Cecenia, dei massacri, delle sevizie che la popolazione deve subire e soprattutto degli interesse che ruotano intorno al petrolio di quella regione.

Vuole parlare e stare con la gente, riportare le loro storie, essere un punto di riferimento non solo per il popolo ceceno ma anche per i moscoviti; desidera che si fidino di lei, che sappiano che qualsiasi notizia da lei riportata sia vera e non una copia delle veline inviate dal governo centrale.

Per questo viene chiamata per le trattative al Teatro Dubrovka  e si precipita, con il primo aereo, per cercare di mediare durante l’attentato alla Scuola di Beslan.

Non riuscì mai ad arrivare in tempo perché fu avvelenata durante il volo; primo di una serie di attentati che si conclusero nell’ascensore del suo palazzo, quando un killer, le sparò il 7 ottobre 2006.

L’opera di Francesco Matteuzzi ed Elisabeta Benfatto non ci fa rimpiangere nessun altro tipo di trattazione, il lavoro è completo, accurato e ci dimentichiamo subito di essere davanti ad un semplice fumetto.

Francesco Matteuzzi, incontrato durante il Culture Pop festival, non si è di certo risparmiato, in Anna Politkovskaja trapela tutto il suo impegno e un lungo lavoro di ricerca.

Elisabetta Benfatto ha fatto tutto il resto e lo stile asciutto ed essenziale di Becco Giallo, il semplice bianco e nero si arricchisce di tantissime sfumature, in grado di sottolineare la solitudine in cui operava la giornalista russa.

Un libro che si completa con la prefazione di Ottavia Piccolo, interprete di un monologo Donna non rieducabile dedicato ad Anna, con una cronistoria, con la postfazione di Andrea Riscassi dell’associazione Annaviva e con la lunga intervista a Paolo Serbandini, uno degli autori del documentario 211: Anna.

Un capolavoro a cui sta parecchio stretta la definizione: fumetto

A cura di Claretta

Voto 10/10






Visitate il sito: www.annaviva.com

Nella sezione Readers On tour il resoconto della presentazione di Anna Politkovskaja al Culture Pop Festival, a cura della nostra Eleonora


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