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10 settembre 2011

L'ULTIMO TERRESTRE


Se il film della Comencini non convince,  L’ultimo terrestre dello sconosciuto Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, solleva l’intera sala stampa, che offre al neo regista un applauso di quindici minuti.

Fumettista, regista di corti, Gipi arriva come big al festival del Cinema di Venezia grazie ai finanziamenti di Fandango e Rai Cinema.


Il film, da ieri in tutte le sale italiane, sembra davvero una scommessa vinta, un’anomalia nel panorama del cinema italiano più interessato ai nomi da cartellone e alle storie banali, da milioni d’incasso.

Gipi, che ha quasi le fattezze di un extraterrestre, è sbarcato con il suo gruppo di attori emergenti, non si sa per quale caso fortuito, a Venezia.

La storia, raccontata nel film, è tratta dal libro Nessuno mi farà del male, di Giacomo Monti, graphic novel della casa editrice Canicola. 

Che cosa penserebbero di noi gli alieni, se sbarcassero nel nostro paese? Che cosa troverebbero e come reagirebbero alla diffidenza  che regna sovrana tra i terrestri?

L’umanità che si presenta ai loro occhi è estremamente variegata: baristi, puttane, trans, uniti dalla loro solitudine. Gli alieni dunque, come cartina tornasole che rileva il nostro grado di “alienazione”.

Un punto di vista che analizza la nostra contemporaneità

Per approfondire:


“Nessuno mi farà del male” di Giacomo Monti, Canicola, 160 pagg, 14.00 euro

A cura di Claretta

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