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9 settembre 2011

Il mestiere del disegnatore, Intervista ad Annalisa Leoni


A giugno terminavano i corsi invernali del TunuéLab. Un anno intenso per i ragazzi che hanno deciso di seguire le lezioni e gli stage con alcuni dei più famosi disegnatori italiani. Gli angeli custodi che li hanno seguiti in tutto il percorso sono stati i loro insegnanti.

Oggi abbiamo il piacere di ospitare Annalisa Leoni, astro nascente nel panorama del disegno italiano, impegnata con importanti progetti (Attualmente collabora con RedWhale, Piemme Jr,Eli Editore, GP e Tunué ), insegnante e oggi guida, per noi, che ci accompagnerà alla scoperta del suo lavoro.



Grazie per aver accettato la nostra intervista Annalisa. Vorrei che tu ci parlassi di quest’anno al Tunuélab, com’è stata questa esperienza? Chi sono i ragazzi che hai seguito e soprattutto su che cosa hai puntato durante il corso e che cosa hai imparato dai tuoi allievi?

Prima di tutto grazie a voi per questa opportunità di parlare del mio lavoro e della mia esperienza al Tunué Lab. Quest'anno è stato pieno di emozioni di ogni tipo. Ho insegnato altri anni e in altre scuole, ma mai avendo la responsabilità di un corso intero sulle mie spalle. Si è rivelata un'esperienza molto insensa.

Premetto che amo insegnare e i ragazzi che ho avuto quest'anno mi hanno aiutato a confermare questa passione. Ho cercato di seguire un percorso il più coerente possibile, per quanto l'impresa si preannunciasse difficile a causa della quantità consistente di argomenti e il poco tempo a disposizione. Ho cercato di guidarli verso un modo più completo di concepire il disegno, traghettandoli dal "guarda e copia" all' "osserva e studia".

Non sono mai partita con grandi pretese come insegnante, cerco di trasmettere tutto ciò che so, di aiutare ognuno a superare i propri blocchi e cerco di essere dura o incoraggiante a seconda delle situazioni.

Siamo stati al Tunué Lab e abbiamo visto la passione delle persone presenti, sono tutti interessati a questo mestiere o vogliono semplicemente imparare una tecnica per dar libero sfogo alla loro creatività?

Molti ragazzi dopo il corso si sono decisi a proseguire questa strada e questo mi rende molto orgogliosa, ci continuiamo a sentire tutt'ora. Altri presenti hanno seguito il corso solo come un approfondimento per dare una base più solida alla loro passione. La cosa bella è che proprio questi ultimi sono rimasti sorpresi dallo scoprire quanto questo mondo del "disegno/fumetto" sia vasto e come in se stesso siano racchiusi così tanti universi diversi.

Il mestiere del disegnatore: quanto credi siano importanti i corsi, gli stage, le fiere e il contatto con le case editrici, per riuscire a fare questo lavoro? Che cosa consiglieresti ad un ragazzo che voglia intraprendere questa carriera?

Consiglio sempre ai ragazzi di scrollarsi subito di dosso la convinzione errata di poter diventare senza sforzo dei grandi disegnatori. Purtroppo, come in tantissimi altri settori, la concorrenza è tantissima e il modo migliore per spiccare è operare una continua ricerca su se stessi: bisogna mettersi sempre in discussione.

Proprio per questo dei buoni stage, workshop o corsi sono degli ottimi aiuti per gettare delle basi solide sulle quali far crescere il proprio talento. Consiglio però di non rimanere più del dovuto in una scuola perché si rischia di dimenticare qual' è la strada principale: cioè lavorare con il  disegno. Il mestiere, con tutte le sue sfide, le sue porte chiuse in faccia, le sue difficoltà e anche le sue grandi soddisfazioni è la scuola migliore.

Consiglio di tenersi aggiornati, continuare a studiare come autodidatti e a tutte le età,magari seguire ogni tanto nuovi stage per approfondire le tecniche e ampliare le proprie capacità. Bisogna saper equilibrare bene la realtà dello studente e del professionista.

Dacci qualche informazione in più sul tuo lavoro. Come nasce un fumetto? Quando entra in gioco il disegnatore e soprattutto com’è il suo rapporto con lo sceneggiatore? L’idea da chi parte?

In realtà dipende dalle situazioni. Può capitare che l'autore di un fumetto sia contemporaneamente sceneggiatore e disegnatore. Quando invece questi sono due persone distinte, in effetti non c'è un vero e proprio modus operandi. Le idee di una sceneggiatura possono partire sia da una storia che da un disegno: la situazione più comune, che sta alla base delle collaborazioni, è quella nella quale uno sceneggiatore si appassiona allo stile di un disegnatore e lo contatta. Si producono alcune tavole ( cioè pagine) basate sulla storia e successivamente si propone soggetto e alcune tavole di presentazione in diverse case editrice, fino a trovare chi finanzierà il progetto.

Quali sono stati gli inizi e com'è nata questa tua passione?

Molto naturalmente. E’ partita da me che mi nascondevo a disegnare sotto la scrivania della mia camera con i gessetti ( intendo letterlamente! Ho distrutto quel tavolo..) ad appassionarmi al disegno e ai fumetti il passo è stato breve. Disegnavo e coloravo spesso ed era l'unico momento in mi sentivo veramente bene e ad un certo punto qualcuno mi ha fatto la fatidica domanda: "Ma perché non lo rendi un lavoro?" e io.."Perché no?!" e mi ci sono buttata anima e corpo.

Che cosa ti sentiresti di rispondere a chi ritiene il graphic novel un genere secondario?

Penso che la Graphic Novel sia una forma d'arte così completa che appena si fa il piccolo passo di leggerne una, se ne rimane subito ammaliati. Rappresenta l'unione tra la forza di un'opera scritta e la capacità evocativa di un bel disegno, e per questo motivo viene spesso percepita come un prodotto ibrido e dunque incompleto. Questa sintesi dovrebbe invece essere considerata finalmente come un'arte a sé stante, con pari dignità e uguali potenzialità e, come tutte altre, rivolto a tutte le età .

Naturalmente per chi non si è mai avvicinato a questo mondo consiglio sempre di chiedere a chi ne sa di più. I generi sono tanti e di tutti i tipi come per i libri, quindi si potrebbe cadere nell'errore di leggere qualcosa non adatto a noi e così mettere erroneamente una X sull'idea delle Graphic Novel.

Puoi darci qualche anticipazione, non solo per quanto riguarda il Tunué Lab ma soprattutto sui tuoi prossimi progetti?Sappiamo che stai lavorando a qualcosa d’importante, siamo troppo curiosi!

Si, quest'anno ho iniziato un progetto molto importante e faccio parte di una squadra lavorativa eccezionale, non avrei potuto chiedere di meglio. Sono insieme spaventata e contentissima, sarà un anno difficile e pieno di sfide perché mi appresto a lavorare ad un progetto molto ambizioso, difatti per ora ho dovuto abbandonare il Tunué Lab con grande dispiacere.

Ma sicuramente farò delle comparsate per controllare i miei ex alunni e chi lo sa, magari un breve workshop all'inizio del prossimo anno.

Ringraziamo Annalisa Leoni per la sua disponibilità, speriamo di potervi parlare al più presto e in modo dettagliato dei suoi prossimi porgetti.

Per conoscere meglio Annalisa ed il suo lavoro visitate il suo Blog

La foto è stata realizzata da Tiziana Rogo 
 

A cura di Claretta


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