Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

2 settembre 2011

Barnes and Noble: Il gigante dai piedi d'argilla


Non c’è angolo d’America e soprattutto di New York che non ospiti una bella libreria Barnes & Noble, luoghi di perdizione per i lettori accaniti, con scaffali pieni zeppi delle ultime novità editoriali, caffè, salotti e poltrone dove leggere e consultare il libro appena acquistato.

La Barnes & Noble è diventata una catena presente negli Usa con 705 punti vendita, grazie al figlio di un tassista italiano di Brooklyn, un certo Leonard Riggio, al capo di una delle realtà imprenditoriali più redditizie d’America.


Ma tenere sempre aggiornata e competitiva una catena di librerie costa parecchio e sono sempre necessari gli approvvigionamenti degli investitori. 

La Liberty, fondo d’investimento di John Malone (altro italo-americano) si era voluta sobbarcare la spesa più sostanziosa, decidendo di sborsare un miliardo di dollari, ma il crollo dei mercati e la paura della recessione avrebbero spaventato il patron, ormai deciso ad investire “solo” 200 milioni di dollari.


Troppo poco per la catena di Riggio, che oggi rischia il fallimento, nonostante le offerte dei suoi punti vendita e il successo del suo lettore Nook, che in America, è il diretto concorrente del Kindle di Amazon.


Nel 2010 lo stesso destino era accaduto alla Borders, altra catena di librerie americane, dal fatturato di 2,3 miliardi di dollari, adesso sotto amministrazione controllata, che cerca di sopravvivere applicando sconti record.


Per la Barnes & Noble forse la salvezza potrebbe arrivare grazie all’interessamento di nuovi investitori, anche se gli esperti non credono che possano bastare per la completa salvezza.


E mentre le librerie più famose negli Usa arrancano, Amazon, Google e iTunes, almeno oltreoceano, spiccano il volo. Alla faccia della legge Levi e di chi in Italia è convinto che solo le librerie più piccole siano le uniche destinate al fallimento.


A cura di Claretta

2 commenti:

micia ha detto...

Ho sentito questa notizia al tg.
Io ormai compero i libri quasi sempre da internet.

Cinzia ha detto...

E' il prodotto buono che manca. Il prodotto libro che presuppone uno scrittore capace e avvincente. Sulla Levi, credo non si potesse fare porcata più grande di quella che è stata proposta.

Posta un commento

Lascia un commento!