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8 settembre 2011

CARLO LUCARELLI

In un'intervista si è autodefinito il più grande cosplayer della storia, perché è identico al personaggio del suo fumetto Cornelio. A tutt'oggi, direi che è il maestro italiano del noir, ma non solo.

Carlo Lucarelli nasce a Parma nel 1960. Laureatosi con una tesi sulla Repubblica di Salò, scrive il suo primo romanzo, un noir poliziesco dal titolo Carta Bianca, nel 1990. Sarà l'inizio di una lunga serie di romanzi analoghi. Altra fortunatissima serie della produzione letteraria di Lucarelli è quella saggistica: libri di cronaca sui misteri d'Italia e, spesso in coppia con Massimo Picozzi, testi di criminologia.
Nel corso della sua carriera, però, Carlo Lucarelli ha anche intrapreso la carriera di autore e presentatore televisivo e radiofonico (ricordo, ad esempio, i programmi della serie Blu Notte e Dee Giallo e la serie TV sull'Ispettore Coliandro), autore di fumetti (oltre al succitato Cornelio, ha anche sceneggiato un numero di Dylan Dog), calciatore della nazionale scrittori, cantante rock-punk, insegnante di scrittura creativa, ideatore di lavori di scrittura collettiva, come il romanzo “Chi ha ucciso Carlo Lucarelli?”, sceneggiatore ed ora anche regista cinematografico, dato che è attualmente in lavorazione il film basto sul suo romanzo “L'isola dell'angelo caduto”.

Quest'ultimo risvolto della carriera dello scrittore parmigiano mi sorprende molto poco. Lucarelli è infatti uno degli scrittori più cinematografici del panorama attuale. Quando racconta una storia, sia per iscritto che a voce, non si limita a raccontare sentimenti ed azioni, ma riesce a realizzare la scenografia, tratteggiata con pochi, semplici dettagli ed aggiungere perfino la colonna sonora: sono celebri le sue introduzioni descrittive dei luoghi, più efficaci di una fotografia, con tanto di dettagli sulla musica che trasmettevano le radio all'epoca dei fatti. Ciò che non manca mai, non solo nei romanzi, ma anche nelle opere divulgative di questo dotatissimo autore, è l'atmosfera.

I personaggi sono costruiti magistralmente, tratteggiati nel dettaglio, ma senza annoiare il lettore con lunghe e pesanti descrizioni. Personaggi variegati, imprevedibili, mai banali, spinti dalle motivazioni più disparate, ma, almeno per quanto riguarda gli investigatori, accomunati dall'ossessione per le loro indagini.

Io non sono un fan del noir e del giallo, per questo apprezzo molto di più Carlo Lucarelli per la sua produzione saggistica che per quella narrativa, ma recentemente ho avuto modo di conoscerlo anche come scrittore di romanzi storici e devo dire che sono stato positivamente colpito, ma di certo non sorpreso,   di come sappia ambientare le sue storie in un contesto insolito per delle indagini, eppure estremamente suggestivo e funzionale.

Per concludere questo articolo, vorrei rifarmi alla frase conclusiva di ogni puntata di quel bellissimo programma, “Almost true”, in cui raccontava la storia contemporanea rimescolandola alla dietrologia classica. Per parafrasare quella frase direi: un autore che si è cimentato in opere di varia natura e genere, sempre con risultati eccellenti: “più bello di così, come fa a non piacerti?”

A cura di Diego

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