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3 agosto 2011

UN PIRATA PICCOLO, PICCOLO (Amara Lakhous)


Ore 21.30 al Culture Pop Festival. Ancora un pò scombussolato per l’esperienza della mia prima intervista ad Amara Lakhous, mi accingo ad assistere alle presentazione del libro Un pirata piccolo piccolo.


La presentazione si rivela fin da subito una delle più piacevoli tra quello a cui ho assistito in questi giorni. Un incontro durante il quale vengono letti due brani tratti dal libro accompagnati da un musicista senegalese con la sua kora.

Alla presentazione, oltre ad Amara Lakhous ci sono Silvia de Marchi, moderatrice dell’incontro, ed il giornalista  marocchino Khalid Chouaki.

Il libro, come ci ha anticipato Amara nella nostra intervista, scritto quando aveva 23 anni, un libro segreto, rimasto tra le mani di pochi amici fidati, mai uscito in Algeria perché questo avrebbe potuto costargli la vita.

La storia è quella di Hassinu, un algerino che un giorno scopre si essere arrivato ai fatidici 40 anni e di non aver mai vissuto gli anni migliori della sua vita. La storia, come si appare dalla parole dell’autore, è una metafora attraverso la quale parlare dei giovani, dei loro sogni e delle loro speranze che troppo spesso vengono derubati.

Nel bel mezzo di quella che è stata definita la Primavera Araba, il tema del libro sembra ancora attualissimo: la voglia di ribellarsi dei giovani e di riprendersi la loro vita. Questo, uno dei motivi che ha poi portato a ristampare Un pirata piccolo, piccolo.

La discussione poi scorre in maniera piacevole e offre numerosi spunti di riflessione, come quello sulla commedia, di quanto essa sia stata la scuola di formazione per Amara Lakhous scrittore e di quanto essa sia irrazionale ed allo stesso tempo vicina alla realtà.

Altro spunto interessante che fa cogliere Chouaki sono le diverse sfaccettature presenti all’interno dello stesso personaggio, a volte devoto a volte blasfemo, a volte felice a volte triste, il significato che da l’autore è di dare un’immagine sincera del personaggio di renderlo vero e non finto.

Poi la presentazione si sofferma sul paese di origine dell’autore, di come sia stato all’avanguardia, precorso i tempi con una rivolta che si scatenò nel 1988 ed in tutto e per tutto simile a quella che avviene oggi in paesi come l’Egitto.

Dopo un altro momento di lettura, Lakhous fa un elogio della lingua italiana, di come essa l’abbia protetto negli anni precedenti all’acquisizione della cittadinanza al punto che esso si definisce cittadino della lingua italiana.

Infine Amara Lakhous ci regala delle anticipazioni sul suo prossimo romanzo, in uscita a settembre 2012, ambientato nella Torino del 2006 e parla dei nipoti e figli degli immigrati che andarono a lavorare alla FIAT.

Ancora una volta le storie di migranti italiani e stranieri si intrecciano nel nostro paese. La presentazione si chiude e inizio a sentire la stanchezza, ma mi rimane la piacevole sensazione di aver passato un’ora ad ascoltare molti spunti interessanti di riflessione ed aver aperto i miei orizzonti.

A cura di Claudio

Per la sinossi e maggiori info, cliccate QUI

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