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29 agosto 2011

Recensione | UN LAVORO SPORCO (Christopher Moore)


Un uomo debole, innamorato della moglie che, dopo il parto della sua prima figlia, muore, si ritrova padre single e circondato da una strana sequenza di misteriosi eventi. Potrebbe essere la trama di un romanzo horror o thriller, se l'autore non fosse uno dei pochi sul cui macabro senso dell'umorismo non si può dubitare, Christopher Moore.


Charlie Asher è un uomo modesto, che si autodefinisce maschio beta, ma felice di quello che ha: un lavoro tranquillo che gli consente un tenore di vita discreto ed una moglie che ama e che sta per dargli un figlio.

Tuttavia il destino è in agguato e, quando la povera adorata Rachel muore dando al mondo la piccola Sophie, Charlie oltre al dolore di vedovo ed alle preoccupazioni di padre si ritrova vittima di strane allucinazioni e circondato da misteriose morti, finché non giunge alla conclusione che la Morte in persona l'abbia scelto come suo nuovo assistente per il suo sporco lavoro. 

Ma sarà davvero così? Chi è quel misterioso uomo vestito di verde? Da dove saltano fuori quelle strane creature che appaiono e scompaiono? E perché alcuni oggetti del negozio di Charlie cominciano improvvisamente a brillare? Forse la dolce, piccola Sophie ne sa di più di quanto sembri...

Questo è stato il primo romanzo che ho letto di Christopher Moore e devo dire che mi ha facilmente convinto a leggerne altri (cfr. “Il Vangelo secondo Biff”). L'autore infatti è bravissimo ad alternare nella narrazione momenti più sentimentali, con altri più noir, ma sempre con un sottofondo umoristico di non facile imitazione (memorabile la sua dissertazione sui maschi beta e sul perché si riproducano più facilmente dei maschi alfa). 

Quando si legge delle disavventure di Charlie è davvero difficile non immedesimarsi nell'archetipo dell'uomo medio e non entrare in sintonia per lui, eroe atipico, decisamente imbranato e pavido, ma pronto a farsi uccidere per la sua bambina.

Lo stile è asciutto, diretto, estremamente fluido e leggero. Moore ha una buona propensione per il colpo di scena ed il cambio di rotta, ma nella trama permane una certa prevedibilità non attenuata dall'illustrazione di copertina decisamente spoiler

Il registro linguistico non è dei più elevati e non di rado scivola nel turpiloquio, ma non più di quanto possa capitare nella vita di tutti i giorni.

Non un capolavoro di comicità, ma uno dei pochi romanzi che abbia letto che merita l'aggettivo “divertente”, pur conservando una buona dose di mistero e sentimento.

Recensione a cura di Diego

"Un lavoro sporco" di Christopher Moore, Elliot, 450 pagg, 12,80 euro

Voto 8,5/10

In preparazione uno speciale su Christopher Moore sempre a cura di Diego. Restate incollati alla panchina!

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