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30 agosto 2011

Le recensioni di Flo | INLAND EMPIRE, L'illusione e l'assenza (Davide Persico)


Inland Empire, oltre ad essere il titolo di un film del famoso regista David Lynch, rappresenta anche l’esordio, per Davide Persico, nell’universo della lettura. 

Un giovane con la passione per il cinema, per i registi che hanno saputo raccontare “tutto” e imprimerlo su pellicola, per i copioni che non si limitano a raccontare una storia, ma celano “l’illusione e l’assenza” (sottotitolo del libro), lasciando allo spettatore il piacere di scoprirli, e per quei personaggi che animano il film e si muovono all’interno di scenografie surreali o inaspettate.


Il film è stato presentato, per la prima volta, al Festival cinematografico di Venezia il 6 settembre 2006, ed è stato girato interamente in digitale; per il regista statunitense è stato un vero e proprio esperimento artistico (oltre ad essergli valso un Leone d’oro alla carriera), che gli ha fatto dichiarare che, da questo momento in poi, girerà solo in digitale.

Per Davide Persico questo saggio è una ricerca, un vero e proprio studio del film: un’attenta e scrupolosa analisi di un’opera di non facile lettura. Lo scrittore ci conduce nei meandri del copione, attraverso un rigoroso percorso valutativo, fatto di squisiti e pertinenti riferimenti filosofici-psicoanalitici.

Il libro è un manuale alla scoperta, come scrive lo stesso autore, “di un esperimento filmico di straordinaria importanza…  un percorso obbligato nell’azione di vedere e nel modo di vedere il cinema… Inland Empire è un testo complesso e ambiguo, equivoco, che fa dell’atto interpretativo la configurazione particolare di un sottotesto latente, inscrivendo l’esigenza dell’interpretazione nella propria struttura testuale”.

La scrittura e il modo di esporre i concetti sono eleganti e ben curati, con citazioni e riferimenti letterari al fine di chiarire molti dei passaggi del film, poi, scandagliati ed analizzati, nel libro, in modo scrupoloso ed interessante. 

I personaggi, protagonisti di Inland Empire, vengono psicoanalizzati da Persico in modo da far intendere, al lettore, non solo ciò che Lynch voleva esprimere, con questa storia, ma anche un diverso e parallelo contesto sociologico; alla fine del libro, queste figure sembrano vere, reali, quasi appartenessero alla nostra realtà, si potrebbe quasi interagire con loro e diventare, noi stessi, parte del film come in una sorta di scambio di identità. 

Il lettore si muove per la scena attraverso gli sguardi dei personaggi alla ricerca “... di tutto ciò che è presente nello spazio e a tutto ciò che non c’è, che è impossibile percepire”.

Senza dubbio questo libro rappresenta una vera e propria lezione di cinema, ma non fine a se stessa; è molto di più: è una lezione completa di letteratura, filosofia e psicologia, da vivere come un’esperienza onirica ma tangibile  e che, alla fine, lascia sicuramente la sensazione di aver preso parte ad un’avventura incredibile che va oltre le aspettative e che fornisce le coordinate per cominciare ad avere una nuova prospettiva cinematografica.

Recensione a cura di Floriana

"Inland Empire. L'llusione e l'assenza" di Davide Persico, Albatros, 267 pagg, 16.50 euro

Voto 8/10






Il libro ci è stato inviato dall'autore, per la sezione We Want You

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