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17 agosto 2011

LA CITTA' DELLE LANTERNE


Hoi An è rimasta miracolosamente intatta alle guerre che si sono succedute in Vietnam ed ora la vediamo proprio come era 300 anni fa, con tanto di camminata sul lungo fiume, stradine anguste,il ponte giapponese coperto, le antiche casettine basse con il terrazzo pieno di lanterne colorate. 


Peccato che sia diventata un lunapark per turisti, ma può capitare di perdersi fra le sue strade piene di fascino e di ritrovarsi in una città asiatica di qualche secolo fa, almeno fino a quando un venditore di souvenirs non vi sveglierà dal sogno ad occhi aperti.

Il centro cittadino è chiuso al traffico (miracolo!) e quindi alla sera è bellissimo mangiare seduti sulle solite mini panchine sul bordo del fiume illuminati dalla luce delle lanterne.


I piatti tipici di Hoi An sono "la rosa bianca" un raviolo di pasta di riso ripieno di gamberoni e cotto al vapore ed il "cau lao" un piatto con noodles di grano all'uovo, verdure, crostini di riso, germogli e fettine di maiale cotto... Una gran goduria!

Questa città è piena di cani pechinesi, molto vecchi e ciechi che si orientano annusando le pipì dei loro amiconi e non cadono mai nel fiume, e di sartorie che lavorano giorno e notte e riescono a riprodurre qualsiasi modello immaginabile nel giro di qualche ora.
ROVINE DI MY SON
Queste rovine, ulteriormente (o meglio dire quasi completamente) rovinate dai bombardamenti statunitensi, sono quello che rimane di una grandissima città Cham, che era un centro culturale e religioso dedicato a Shiva.


Gli edifici costruiti in mattoni, un tempo erano ricoperti d'oro mentre ora sono inghiottiti dalla vegetazione tropicale. Di prima mattina sono tre i colori che dipingono un'immagine mistica, l'azzurro del cielo, il verde della giungla ed il marrone delle rovine.

Nel pomeriggio cerchiamo una spiaggia isolata dove fare un tuffo, mentre sul bagnasciuga un nonno insegna a nuotare al nipotino usando uno scatolone di polistirolo come tavoletta galleggiante. Più tardi arriva anche la nonna ed il nonno ne approfitta per fare tai chi sulla spiaggia al tramonto. Poi tornano tutti a casa in bicicletta.

E pensare che proprio su quella spiaggia c'è un enorme cantiere dove tra un anno sorgerà un nuovo (l'ultimo di una lunga serie) Resort con tanto di spiaggia privata (quella dove la felice famigliola faceva il bagno).  




E per fortuna che questo paese doveva essere un paese comunista.
Pensate che ex campioni di golf australiani vengono qui per farsi costruire i loro resort-regni con tanto di campi da golf dove imperano i loro faccioni da cacciatori di coccodrilli.
TURISTI
Ci sono moltissime tipologie di turisti in Vietnam e variano in base ai luoghi che visitano. In Vietnam ci sono pochi turisti italiani e questo ha fatto in modo che io mi sentissi per la prima volta veramente in vacanza.

I turisti europei ed americani di solito appartengono a due tipologie:

-i gruppi o le coppie di giovani zaino in spalla (come noi) che prediligono alberghi economici e cercano di evitare ad ogni costo i tour organizzati

-i gruppi o coppie di anziani che spesso fanno parte di un tour organizzato e possono permettersi lussuosi resort con illimitati buffet
Ma il nemico pubblico numero 1 di questo paese sono le ciccione australiane, energumeni sudaticci che emergono dalle tavolate dei buffet con piatti di uova e pancetta ed invadono le località turistiche spesso accompagnate dai loro mariti che hanno un solo obiettivo: bere e mangiare il più possibile mentre le mogli fanno shopping.


C'è una drastica differenza tra i giovani australiani, molto spesso viaggiatori in gamba, ed i loro connazionali sessantenni, i quali sono vociosi, si ritrovano a parlare solo con altri australiani sessantenni o comunque con ospiti dello Sheraton che abbiano tratti canguroidi, e di solito sono molto razzisti nei confronti dei turisti non anglosassoni e soprattutto nei confronti dei vietnamiti. Ma cosa ci sono venuti a fare in Vietnam? 

Per loro era meglio andare a vedere il matrimonio di William e Kate nel regno della loro tanto amata regina.
Alla prossima cartolina con il viaggio da Hoi An a Saigon!



La finestra sul tè di Nicoletta vi aspetta!

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