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3 agosto 2011

IN VIAGGIO VERSO LE MONTAGNE




Come già sapete non siamo riusciti nella folle impresa di viaggiare da Halong a Sapa in un unico viaggio. Arrivati a Hanoi e colpiti da una pioggia torrenziale che ha bagnato tutto quello che avevamo addosso compresi zaini e valigie, ci siamo lanciati subito a letto dove abbiamo avuto l'onore di dormire ben 4 ore perché al mattino all'alba ci stava aspettando il treno per Sapa. Il treno notturno ci mette 8 ore ma quello diurno ben 12 perché si ferma in ogni singolo paesino ed in salito viaggia a 25 km all'ora.


Questo viaggio è stato il più massacrante che abbia mai fatto, sedili scomodi, aria condizionata gelata, bimbi che scagazzavano in continuazione e mamme che cambiavano pannolini, personale di bordo davvero scortese con i turisti.

Arriviamo sfiniti alla 5 del pomeriggio e soggiorniamo nell'hotel Pinocchio, il panorama è favoloso, montagne, cascate, risaie su terrazzamenti e nuvole perenni.


Qui siamo in montagna ma siamo pur sempre sotto il tropico quindi ci sono pini e alberi di pesco ma anche banane e palme ed immensi boschi di bamboo gigante. I monti sono stati alvorati sui versanti e trasformati in risaie che si perdono lungo l'orizzonte, è bellissimo!

Il clima è fresco e leggermente ventoso alla sera e non c'è traffico (!); Sapa è stata costruita nel 1922 dai francesi come zona di villeggiatura e nei villaggi vicini abitano popoli appartenenti a minoranze etniche.

Ci sono i Hmong neri, che vestono di nero o blu indaco, i Hmong rossi, che vestono di rosso, gli Dzao, riconoscibili per il loro bizzarro copricapo rosso che punta come una lanterna nella folla cittadina, nelle zone più lontane ci sono anche i thay bianchi ed i kmer, i Hmong a fiori, perché le giovani donne raccolgono fiori da vendere al mercato.


Sono etnie molto diverse fra loro provenienti originariamente dalle regioni cinesi o del Laos e che ogni giorno fanno ore di cammino per arrivare nel centro di Sapa e vendere la merce al mercato o semplicemente per tampinare i turisti.

La nostra Hmong nera si chiama Cho Cho ed è una vera venditrice rompi palle, ci ha adocchiati il primo giorno che siamo arrivati e da allora rimane tutto il giorno sotto il nostro albergo ad aspettarci e a cercare di venderci tessuti, braccialetti, borse,cartoline, qualsiasi cosa abbia nel suo cesto. Si diverte moltissimo a seguirci ovunque, praticamente fa la turista con noi, ormai è la nostra baby sitter personale che parla l'inglese benissimo (incredibile: vai nei villaggi sperduti nelle montagne e trovi bimbe di 10 anni che ti vendono merci contrattando e parlando un inglese perfetto, e non vanno a scuola!).

Cho Cho, come tutte le altre Hmong, inizia la conversazione così: "Buy something from me!" "Ok tell me you will buy later ok?".
La promessa devi sempre evitarla, perché sarà la tua rovina. Dopo mezz'ora di lamentele tipo: "Nooooo I'm sad, you tell you buy something from me!", sei costretto a comprare un braccialetto o un paio di orecchini, pensando li regalo a qualcuno. Ti siedi in un bar con terrazzo per berti una birra e vedi una donna che si copre il volto avvicinarsi al tuo tavolo, ma chi vuoi che sia se non Cho Cho! "Buy something from me"- "But I bought before"- "Yes but before it's before, buy now something from me".

A fine giornata ci propone di andare a visitare il suo villaggio  e poi il villaggio di sua madre e poi quello di suo padre.....avete capito.



CONVERSAZIONE AL BAR PARTE 2

Come vi ho già detto è davvero semplice fare conversazione anche se non parlate vietnamita.
Dopo un paio di settimane inizierete a conoscere qualche parola fondamentale che vi servirà per ordinare una birra, un caffè o un tè.
L'importante è essere rilassati e pronti a tutto, potrebbe capitarvi infatti di incontrare un autista di "motor bike", ossia una moto taxi, sbronzo che vi dirà di essere il number one nel fare massaggi. Cercherà in ogni modo di strizzarvi la schiena canticchiando "Sha la la la, sha la la in the morning", voi state tranquilli fatelo fare per un paio di minuti poi ringraziate e magari offritegli da bere, lui smetterà di massaggiarvi e per ringraziarvi vi canterà tutta "sha la la" a squarciagola.


FABBRICHE DI STATO

Il Vietnam è un paese socialista con la maggior parte delle aziende di proprietà statale, c'è la Vina che produce praticamente tutto, dalle sigarette Vinataba, al latte Vinamilk, i sanitari e mobili da bagno Vinasan, la Vinabank, i biscotti Vina, il riso Vina......
Una cosa che mi ha sconvolta appena arrivata è la quantità di farfalle che vedi ovunque, nelle campagne, in mare ed in montagna, su ogni cespuglio o filo d'erba ci sono enormi e bellissime farfalle.
Alcune hanno un'apertura alare grande come una mano con merlature sui bordi delle ali e colori magnifici, dal rosso al fucsia, blu elettrico, arancio, viola, nero e blu, bianco e verde, senape e turchese.



UN DRAMMA AMBIENTALE E SANITARIO

In mezzo a piccoli paradisi terrestri con fiumi, cascate e villaggi Hmong e Dzao ci sono moltissimi tetti di eternit!
Qui l'amianto ha sostituito i tetti di paglia e gli schifosi che non possono più venderlo in Occidente lo portano a queste popolazioni che sicuramente non sanno cosa sia e che danni faccia, così ti capita di vedere pezzi di eternit rotti che vengono usati come barriere negli orti  o che vengono usati per i giochi dei bimbi.

A cura di Nicoletta

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