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28 luglio 2011

Recensione | LA FINE DELL'ETERNITA' (Isaac Asimov)

Aristotele ha detto che il vero saggio non è colui che non si arrabbia mai, ma colui che sa quando deve arrabbiarsi. Non so se sono saggio, ma faccio fatica a tollerare che questo libro sia considerata un'opera “minore” di Asimov.


In un futuro imprecisato, ma remoto, nonché assai variabile (il romanzo tratta infatti del viaggio nel tempo), esiste un gruppo di uomini detti “Eterni” che vive in una sorta di limbo extra-dimensionale, dal quale, ufficialmente, gestiscono gli scambi commerciali tra popolazioni in epoche diverse. In realtà, il loro compito è molto più complesso: essi, grazie alla scienza della psicostoria (resa celebre dall'autore nel suo Ciclo delle Fondazioni) calcolano come alterare il passato ed il futuro per evitare guerre, carestie ed altre presunte calamità.

Gli Eterni costituiscono una vera e propria casta e, almeno in teoria, dovrebbero condurre una vita priva di affetti e legami, per evitare che un coinvolgimento emotivo possa impedire loro di compiere ciò che gli è richiesto. Ed è proprio ciò che accade ad un tecnico, innamorato di una donna, la cui esistenza dovrà essere cancellata come effetto collaterale della sua prossima missione: quale sarà la scelta di quell'uomo? Salvare la donna che ama, ma di cui non è certo di potersi fidare o preservare l'Eternità? Quale delle sue scelte si dimostrerà migliore per il genere umano? Perché il viaggio nel futuro è impossibile oltre una certa data? E chi è quel ragazzo la cui istruzione sulla storia passata è tanto importante per gli Eterni?

Troverete questo libro nella sezione fantascienza, non senza un valido motivo, ma non sarebbe un errore classificarlo come romanzo sentimentale, dato che il motore della storia è un amore, o giallo, denso com'è di misteri e colpi di scena da teoria del complotto.
La storia è indubbiamente ben congegnata, mai banale e raramente prevedibile. Da questo punto di vista, l'unico neo è il titolo, di sicuro effetto, ma decisamente troppo “spoiler”. Bisogna comunque aggiungere che pur intuendo quale sarà la scelta del protagonista, resta da scoprire quali ne saranno le implicazioni.

Lo stile è asciutto, leggero, scorrevole. L'autore predilige l'azione all'introspezione ed alla rappresentazione dei sentimenti, pur non assenti. Anche le descrizioni sono minime alla funzionalità del racconto.

Un lettura leggera, ma coinvolgente. Uno dei pochi libri che consiglio ad ogni tipologia di lettore, anche non avvezzo alla fantascienza.

A cura di Diego

“La fine dell'eternità” di Isaac Asimov, Mondadori, 238 pagg, 9,00 euro

 Voto 10/10