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31 luglio 2011

NIENTE DA CAPIRE (Luigi Bernardi)


Dato che a tutti noi capita di dover subire delle imposizioni nella vita; spesso si ha la necessità di riservarsi una nicchia di libertà assoluta, un angolo in cui nessuno può entrare: per me questo angolo è la lettura, per questo non posso sopportare che qualcuno mi dica quali libri devono piacermi e perché.


La prima presentazione di sabato 30 Luglio al festival Culture Pop è quella di Luigi Bernardi dal titolo Niente da capire ed edito da Perdisapop.

Il libro contiene tredici racconti in cui il magistrato Antonia Monanni indaga sui casi ispirati in gran parte a vicende di cronaca più o meno note degli ultimi anni. Nei racconti non sono al centro le indagini, di cui spesso conosciamo fin da subito l'esito, quanto piuttosto la vita investigativa e privata della protagonista, la psicologia del criminale e dell'investigatore, l'attimo in cui una persona diventa omicida e successivamente se ne rende conto.

Seppur incalzato dalla presentatrice, ben preparata sul libro in oggetto, ma un po' frenetica nel volerne decantare le presunte qualità, l'autore, che a quanto pare ritiene superfluo salutare, appare subito distaccato, perfino nella postura, e quasi seccato di dover rispondere... e infatti spesso non lo fa.

Riusciamo, tuttavia, a sapere che il personaggio di Antonia Monanni nasce da una serie di racconti in cui via via esso ha preso forma, cambiando anche più volte connotazione e riunendosi in una persona sola soltanto dopo un lungo percorso di maturazione. Antonia è una di quei personaggi con cui Bernardi dice di aver ancora molto da fare, finché non si stancherà di lei e la ucciderà.

Dopodiché lo scrittore inizia un lungo discorso sulla qualità del giallo e del noir, che in Italia verrebbero colpevolmente mescolati, mentre all'estero sono due generi distinti. In Italia si predilige il giallo, nato in epoca positivista e, pertanto, guidato dall'ottimistica convinzione che la ragione porterà alla soluzione del caso: questa funzione “consolatoria” del giallo italiano, come del resto della letteratura in genere, lo allontanerebbe dalla realtà, in cui spesso la ragione ha ben poco da dire in ambito investigativo. L'autore non sembra infatti apprezzare la criminologia, a suo dire troppo impegnata a distinguere moventi che potrebbero essere tutti riassunti nel passionale, ed il giornalismo investigativo che in Italia sarebbe troppo presente, ma non funzionale (resterebbe da capire a cosa). Ma, se da un lato si può ammettere che alcune pubblicazioni, gialle e non, siano decisamente ottimistiche, dall'altra mi chiedo sa l'autore abbia mai letto un romanzo di Wu Ming e cosa ci trovi di consolatorio.

A parte alcune considerazioni di (fanta)politica sull'imminente crollo d'Europa ed una difesa d'ufficio di Cesare Battisti, scatenata da una domanda di uno spettatore che chiedeva cosa pensasse di lui come scrittore (non troppo bene, a quanto pare), resta solo da sapere che nella letteratura straniera spicca quella nordeuropea, in cui Larsson ha anticipato la recente strage norvegese (sic), mentre quella francese ed americana sono in flessione, prima che l'intervistatrice abbia tempo di contestare la visione negativa della letteratura come ricreatrice di  mondi alternativi, e che il pubblico congedi in modo abbastanza freddo l'autore.

Diciamo che Luigi Bernardi non è stato bravo ad accattivare il lettore, a presentare il suo libro con una buona luce, ad incuriosire lo spettatore.

A prescindere dalla continua autocelebrazione dell'autore, male sempre molto diffuso tra gli scrittori, trovo troppo indisponente la presunta superiorità di chi si sente in dovere di criticare tutto e tutti (compresi Camilleri, giudicato troppo leggero, e Michela Murgia,  ritenuta troppo ammiccante al lettore con i suoi finali “morbidi”) e, soprattutto, se si discosta da autori che gradisco, capisco che il suo libro non fa per me.

Non so se, come recita la quarta di copertina “Niente da capire” è la pietra tombale di giallo noir e mistero, ma di sicuro oggi ho messo una pietra tombale sulla mia voglia di leggerlo.

Per la sinossi e altre informazioni cliccate QUI

A cura di Diego

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